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Il Vangelo della Pietà

Pubblicato da enzo cilento su 26 Ottobre 2013, 08:16am

Tags: #I PADRI

E' il biografo della Madonna e dell'infanzia di Gesù.

Pare che abbia conosciuto personalmente Maria di Nazaret; che sia stata ella stessa a trascrivergli il suo "Magnificat", secondo qualche esegeta: "Luca, un siro di Antiochia, di professione medico, discepolo degli apostoli, più tardi seguì Paolo fino al suo martirio. Servì senza biasimo il Signore, non prese mai moglie, né ebbe figli. Morì all'età di 84 anni in Beozia, pieno di Spirito Santo" - commenta uno scritto del II secolo, il Prologo antimarcionita del Vangelo di Luca.

Ce n'è abbastanza per riempire una vita.

Un medico d'altri tempi, di quelli che si prendono cura dei propri pazienti come vorremmo che la scienza moderna facesse con noi: guardandoci come persone, nella loro interezza: sapendo che la guarigione e la sofferenza è quasi sempre a partire da un malessere del cuore.

Un medico che guarda non a caso all'infanzia dell'uomo Gesù: i medici di una volta si chinavano sui bambini e li chiamavano per nome. E il medico era un buon amico per un bambino, non un venditore di ricette...

Luca, medico, guarda Maria e tutto il genere umano, cogliendone sentimenti e piccole fragilità: l'umana pietà. E' di pietas che ha bisogno il mondo. Di qualcuno che guardi con misericordia e con comprensione il peccato e l'imperfezione; con trepidazione e con commozione tutto l'uomo, senza applicarvi condanne inesorabili. Non è della inesorabilità e della inflessibilità della legge che ha bisogno questo povero essere che popola questo cratere che si mantiene nel vuoto, sull'orlo dell'esplosione, galleggiando sull'abisso.

Di questo necessita il nostro mondo: di un sistema rispettoso della debolezza. Governanti e politici, insegnanti e amministratori, sacerdoti e avvocati, giornalisti e giudici, genitori e figli; medici. Quanta pietà in più occorrerebbe perché questo mondo fosse migliore e non fosse così malato, così feroce, l'uno contro l'altro.

"Abbi pietà del tuo simile. E poi di te stesso. Della tua condizione di mortale e di uomo povero e bisognoso. Abbi cura di te e di chi ti sta attorno, tu che puoi essere il miglior medico di te stesso, consolando e lenendo il dolore di chi ti è accanto".

E' questa pietas che racconta il Natale di Luca, Avvento di una speranza di cura nuova. Con lui, il nascituro sarebbe divenuto mansuetudine e attenzione verso derelitti, donne e peccatori pentiti.

Forse altri evangelisti sono anche più grandi di lui; nessuno però così attuale.

E' di questo che abbiamo nostalgia oggi: ne sono certo. Di pietà. Di comprensione. D'incoraggiamento, infine, noi che siamo affamati e abbiamo bisogno di soccorso, piuttosto che di condanne inappellabili: di un Vangelo pieno di pietà.

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