E quante volte ce lo siamo chiesto: chi avrà ragione tra Marta, l'affaccendata e la trafelata, l'ansiosa; e Maria, incantata, l'ascoltatrice ammaliata.
Ma di una cosa sola c'è bisogno: di ascoltare. Sgrani gli occhi e tieni aperto il cuore.
Le parole di un racconto bello, fluiscono allora: attraverso la Galilea e la terra di Giuda, attraverso la Samaria, fino al villaggio tuo; che fa caldo e c'è un gran polverone là fuori; di quell'ascoltare le storie di quel viaggio, fino a casa tua.
Ricordo i miei nonni, a raccontare: i viaggi in America per bisogno di lavoro; la febbre gialla e i parenti, l'emigrazione, la sartoria, le storie di paese. E tutti in silenzio, tutti giù per terra, come attorno al cantore della storia senza video, che pure vedi sul volto di chi narra: come un aedo.
Molti lo hanno accolto, lui, ed ascoltato, prima di Maria - racconta Gesù il viandante che si circonda dei suoi come di amici fidati.
Ché di amici fidati ne cerchiamo per tutta la vita e non c'è nulla di più bello che trovarne di disponibili, con cui mettersi in cammino, in viaggio, per una missione dal sapore avventuroso, in mezzo alle trappole ed al sospetto: c'è stato anche quello. Non ve ne siete accorti?
Di amici così siamo andati fieri, di queste compagnie con cui abbiamo fatto volentieri pezzi del cammino. E ora, ad ascoltarne tutta l'avventura e quello che sarà ancora, fino all'esito finale, uno si lascia incantare e non sta nella pelle.
Straniero. Amico: non smettere di parlare!
Maria non si perde uno sguardo, un fremito, un particolare espressivo di quello che il viandante le racconta: non solo ascolta - intendo - ma osserva e scruta, capisce ed entra oltre le parole.
Marta non è insensibile alla storia. Riordina e lucida le sue stoviglie, nel frattempo, come fanno le mamme davanti alla Messa televisiva di Natale, che con l'orecchio sono sul Gloria della Messa; e con le mani, nel frattempo, scuotono la tovaglia dalle briciole del panettone.
Marta anche lei apparecchia infatti e prepara il desco e il tinello per gli ospiti venuti a piedi da lontano. E non sa che tutte le storie vanno guardate negli occhi: che il suono e la parola sono solo una parte della vita, anche di quella solo raccontata.
Che ci sono silenzi e pause, sguardi e pudori, palpebre socchiuse, deglutizioni e tremori sulle labbra che sono più eloquenti di ogni narrazione. E che Gesù ha un volto che racconta tutto di Dio.
Siediti!
Metti da parte l'ansia e il desiderio che tutto sia perfetto. Non c'è nulla di più perfetto che lasciarsi andare, ed ascoltare.
Per accedere al mistero dicono che si debba contemplare. Per vederlo e sentirlo quel viandante non puoi fare a meno di restare: almeno un attimo, un pomeriggio, solo un'ora, prima che riparta...