Dal momento che stavamo morendo di fame, ci siamo buttati come lupi affamati sul pane del tempio, quel pane che, non appena provato, ci è sembrato saporitissimo, perché la fame era tanta - certo - e perché di quel pane non si trova dappertutto. E' più dolce della manna e di qualsiasi leccornia che ci viene dal cielo e dal creato, persino del latte e del miele che pure scorrono a fiumi in questa Terra Promessa che pure non è semplicemente il Paese di Bengodi.
C'erano pani già pronti, d'ogni forma e d'ogni miscela di farina; mescolato con l'uva e con i datteri; con le olive e con il rosmarino. E insieme, c'era da bere: di quell'acqua che persino gli stranieri, persino i Samaritani, incontrati al pozzo nel corso del cammino, apprezzavano, al punto che di nessun'altra acqua avrebbero voluto bere: "Maestro, dacci sempre di questo pane e di quest'acqua" - dicevamo estasiati a colui che aveva aperto le porte del Tempio, che aveva messo a disposizione la sua vita, tutto ciò che aveva, pur di non farci morir di fame.
Sapendo che gliel'avrebbero fatta pagare, prima o poi, quelli che si ritenevano i custodi dell'annona e di tutti i templi sacri dell'universo, sgozzandolo e trascinandolo fino al Mattatoio come un agnello, tingendone persino le porte col sangue.
Ma non era proprio il caso di mettersi là a puntualizzare che in giorno di festa, al sabato e alla domenica, al venerdì per altri ancora, non si mangia e non si beve: si digiuna come fosse un Ramadan.
"Verranno giorni in cui digiunerete. Non ora che avete lo sposo con voi" - diceva quello che intanto sapeva che stava firmando la sua condanna a morte. Quella che gli avrebbero comminato i perbenisti di tutta la sfera terrestre.
Noi stavamo morendo di fame e quello lì ci ha dato da mangiare. Noi stavamo morendo con le fauci secche e i reni trafitti dal dolore e quello ci ha aperto la porta di un Tempio che apriva solo il sabato e solo per iniziati e per un popolo ristretto.
"Sono io il Signore del sabato e il Signore del Tempio" - continuava a sostenere davanti al Tribunale ed al Sinedrio convocato in tutta fretta. "Voglio misericordia: non condanne a morte" - ripeteva mentre stavano per flagellarlo.
Ma quelli avevano già deciso: il Tempio si chiude tutti i venerdì sera, fino alla mattina della domenica. La sua apertura avviene tra le 8 del mattino e le 19 di ogni giorno feriale. Per chi voglia riconciliarsi, gli orari per i colloqui sono tassativamente quelli indicati in bacheca. Alla cena possono partecipare solo le categorie qui di seguito elencate. Per ottenere quanto è richiesto, le tariffe sono riportate sul nostro sito web. Sono graditi sacrifici di tori e di montoni; maschi, perfetti e senza difetto alcuno.
E quelli intanto morivano di fame, in tempi d'attesa lunghi mesi, davanti all'ufficio dai vetri oscurati e dalle luci spente. Tanti finirono col cercarlo ovunque il cibo. E molti si ammalarono, per colpa di quel cibo avariato e di quell'acqua piena di batteri.
Anche in quel caso, messa nelle mani degli uomini, la Legge rischiò di non essere uguale per tutti e non sembrò quasi mai fatta per l'uomo: non certo a sua misura.