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Un viaggio tra gli spiriti

Pubblicato da Enzo Maria Cilento - fratel Simeone su 7 Dicembre 2015, 19:22pm

Tags: #Lo spirito del viaggio

Un viaggio tra gli spiriti

Traversata la dorsale appenninica, mi trovo su quella lingua di terra da tregenda che è rimasta nella memoria come la linea gotica. Memoria che si rinfresca di quel che vedo a Marzabotto e su Monte Sole, sul Caprara a cinquanta chilometri di distanza da Bologna, sotto la via che si apre fino alla Toscana lassù dall’alto delle pendici; e alle spalle brigate e innocenti, bambini vecchi preti donne e contadini trucidati. Tedeschi da una parte, qui; e gli alleati dall’altra parte: tutto in mezzo, la morte e le esplosioni. Ah non c’è bisogno alcuno di tornarci qui per saperne qualcosa: basterebbero i libri; ma in terra ci sono ancora le trincee, rifugi e sentieri calpestati e mine forse e bombe inesplose; e dall’altra parte, l’alta velocità della Variante di Valico e della gente che corre sempre per dimenticare. Camminando a piedi invece, terra coperta di muschio e di foglie di quercia soprattutto, sento come il fiato la corsa di chi è inseguito dalla morte che ha sempre quella faccia scavata e senza denti, falce e mitra è la stessa cosa. E intorno sono ruderi, la chiesa, il cimitero, don Dossetti e i proiettili; una statua come una Nike di Samotracia rimasta nel vuoto; e le croci, i marmi, le case sventrate e l’edera che le ricopre: tutto si copre come una ferita sconcia, che vorremmo dimenticare. Di là Bologna la dotta, Bologna la grassa, il tran tran della vita che è passata di qua e non è più tornata. Qui non ce n’è più, se non per i monaci, i solitari e le bestie selvatiche che frequentano i boschi. A loro le parole non servono: vanno avanti silenziosamente con qualche litania e con qualche latrato. Chissà tu dov’eri …

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B
Parole che sembrano restituire ai sentimenti un senso profondo proprio quando il mondo sembra volerlo annullare nei conflitti e nelle incomprensioni - di ogni genere - allontanando il Bene dalla nostra vita e farci cosi chiedere: "tu dov'eri?..."<br /> Per poi scoprire che Gesú - Dio che si fa Uomo, come noi, é da sempre in Viaggio tra Deserto e Cittá perché proprio non sa smettere di amare(ci) .....cosí ieri concludeva il suo Viaggio dello Spirito, <br /> Don.... Francesco.
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B
Lo "Spirito del Viaggio" di Francesco...Don Francesco il parroco che ieri commentava le letture della Domenica: egli parlava dello Spirito che dovrebbe/potrebbe animare e vivere in ogni uomo nel Viaggio continuo tra il Deserto e le Cittá simbolo di due realtá diverse, ma da non dividere, ci veniva suggerito.<br /> Egli infatti considerava che l'essere/cercare/andare nel "Deserto" inteso come l'Eremo, l'Essenziale, la Pace acquista senso anche nel "portarlo" poi nelle Cittá (come Gesú era solito fare e come dovrebbero/vorrebbero fare molti uomini di buona volontá) dove effettivamente si affollano le negativitá della vita (come p.e. la guerra di ieri - quella ricordata nel Blog - e la guerra di oggi: Parigi simbolo dei molti angoli incendiati del mondo).<br /> Ci veniva sottolineato che le letture parlano abbastanza chiaro: "...é Necessario e non ..solo..importante volersi bene, amarsi..." raccogliere il buono nel Silenzio di Pace del Deserto con la Preghiera, la riflessione per poi con il Bene nel cuore trasformare "le Cittá" per viverle al meglio (dalla mano tesa per il vicino di casa, all'accoglienza dell'Altro, la caritá per chi ha bisogno, e molto ancora).<br /> Quindi trovare la via per domare la montagna, il muro che impedisce l'incontro fra gli uomini del mondo per un vivere in pace nel rispetto di ogni essere vivente.
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