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Sentinelle e Spotlight

Pubblicato da Enzo Cilento su 4 Settembre 2015, 14:42pm

Tags: #in vista

Sentinelle e Spotlight

Mi sembra che siamo sul pezzo. Ieri, proprio ieri si parlava da questa irrilevante finestra, di informazione e dei suoi doveri.

Presentato ieri Spotlight a Venezia, il film che racconta l’inchiesta sulla pedofilia andata in scena circa dieci anni orsono a Boston, dell’informazione e della sua missione si è finito col parlare ampiamente sui giornali quest’oggi: anche a sproposito se non con una punta di moralismo e di scandalismo.

“Quel giornalismo d’inchiesta che non guarda in faccia a nessuno e che rende meno facile l’impunità e l’arroganza del potere è proprio ciò che manca oggi, in questi tempi di spettacolarizzazione ma non di motivazione etica del giornalismo”- ha dichiarato il regista del film.

E allora non si può fare a meno di unirci al coro di chi la pensa così: c’è un dovere e una deontologia di questo mestiere da cui dipende anche il funzionamento della democrazia e della convivenza civile. Il dovere del giornalista è quello di sorvegliare, come se si trattasse di una funzione profetica intendo: cioè la necessità di parlare responsabilmente ma anche senza paura, senza bavagli e senza indici di gradimento ed audience da guardare e da temere.

Mi viene in soccorso ancora una volta col suo grande tesoro la Scrittura di questi giorni e le parole Geremia: “siamo chiamati (ogni profeta lo è) a svolgere la funzione della sentinella. Senza recedere”.

E’ un compito talora ingrato da svolgere ovunque; anche nella chiesa oltre che nella società civile.

Nella chiesa (nelle chiese); negli enti morali, la presenza reale di questa funzione e di questa figura consente che non si abbia paura di Boston e della giustizia che ogni fatto analogo richiede; forse lo previene, lo argina, ne permette la cura, lo impedisce, senza che nessuno possa pensare all’impunità o peggio, all’insabbiamento.

Questo non deve avvenire più e noi ci auguriamo fortemente che organi e commissioni predisposte ad hoc da Benedetto XVI in poi non solo svolgano questo ruolo di cui sopra, ma che anche si offrano alla collaborazione e come modelli di trasparenza.

Si tratta di una grande sfida a cui crediamo fortemente possa contribuire anche lo “spettacolo” di Spotlight e altre pieces teatrali che sono già state prodotte sul tema.

Non basta dire che in tutte le categorie umane e professionali, analoghi fenomeni aberranti sono presenti, anche se meno strumentalmente propagandati.

Occorre prendersi carico della propria missione di sentinella: non per giustizialismo ma per amore della verità e dei più deboli, carnefici o vittime esse siano o appaiano all’esterno.

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