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Alfa e Omega

Pubblicato da Enzo Cilento su 24 Agosto 2015, 08:51am

Tags: #in vista

Alfa e Omega

V: Volata via anche quest’estate? Vallo a dire a quelli che il caldo li ha sfiancati, anziani e senza tetto; magari anche gli immigrati mal sopportati, in mezzo al mare, alla porta, alla frontiera e dove che sia; quelli che insomma chiusi in un ospedale, ammalati e familiari; quelli che hanno lavorato tutto questo tempo; e quelli per i quali la depressione, la solitudine o quel che non dovrebbe esser mai eppure lo è.

Insomma, il tempo è lungo per coloro per i quali il tempo non passa mai ed è un po’ come una via crucis. Persino per quelli abbandonati e traditi, storie finite, per mille ragioni, famiglie andate in frantumi, anche senza che nessuno lo volesse, se non “il destino”, che spesso bara infatti. Per qualcuno, che voli via il tempo è quasi un sollievo. Mentre sta volando via anche l’ultima puntata di questo tormentone che mi sono inventato quest’estate.

Vorrei sinceramente che ognuno avesse fatto quanto gli stava a cuore, ma si sa che non per tutti sarà stato così: magari ci saranno state anche sorprese liete, fuori programma. Perché no?

Insomma, forse che le cose vadano; a volte oltre ad essere inevitabile, è quasi salutare. E salutatela per noi, l’estate volubile e bizzarra, vanesia e vampira.

Estate senza un mister X in ogni caso: non ce sono più: di tutti sappiamo tutto; a meno che non sia quello (X) che ti è entrato in casa senza nessun invito; o quello che ti accompagna con lo sguardo e che hai visto in spiaggia per un bel po’, ma proprio non sai chi sia.

E resta anche quest’oggi la tua Ipsilon (Y) la tua automobile, anche se sognavi il Jaguar. E in fondo sei fortunato anche così. Ti porta dove vuoi e la parcheggi come vuoi. Evviva W per dire evviva. Si scriveva una volta così: w questo e quello; viva (w) quel che deve sopravvivere, anche a noi.

E’ l’Alfa e l’Omega, la A e la Z infine, principio e fine, che contiene tutto: dalla A alla Zeta - dico - ciò e chi dà spiegazione a quanto vivi; Chi gli dà un senso.

Non smettere mai di cercarlo e, dopo averlo trovato, cercarlo ancora, perché alla fine è quel che resta.

Lo avrebbe detto Qoelet, mi viene in mente ora (Vanità delle Vanità, insomma); e lo diremmo noi, d’estate e d’inverno, sempre.

Una volta dissetati, di quel bere non si può fare a meno. La domanda resta al fondo e resta un’arsura che nessun’altro uomo sa far passare: domande.

La prossima estate, col caldo africano o con i tornado, con la tropicalizzazione del clima o gli strani temporali fuori stagione, sarà come questa, pensiamo; e così gli autunni e gli inverni, la rinascita di ogni primavera. Le stagioni e la vita si somiglian tutte, a ben vedere, ecco; eppure sono tutte diverse, con mille combinazioni, come quelle delle lettere dell’alfabeto.

Di una cosa si può esser certi: che conta lo spirito e persino la voglia di sorridere, di non dar troppo peso; di voltare pagina, anche se dovesse sembrare di aver già letto ogni cosa alla pagina che precede.

E’ una vanità il tempo che passa, hai ragione; come un foglio e come un libro. Eppure non passa invano, questo è certo.

Ed è questo che conta, dopotutto.

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