“Mi attendo che sappiate creare altri luoghi , dove si viva la logica evangelica del dono, della fraternità, dell’accoglienza della diversità, dell’amore reciproco. Monasteri comunità, centri di spiritualità, cittadelle, scuole, ospedali, case-famiglia e tutti quei luoghi che la carità e la creatività carismatica hanno fato nascere, e che ancora faranno nascere con ulteriore creatività, devono diventare sempre più il lievito per una società ispirata al Vangelo, la città sul monte che dice la verità e la potenza delle parole di Gesù.
A volte, come accadde a Elia e a Giona, può venire la tentazione di fuggire, di sottrarsi al compito di profeta, perché troppo esigente, perché si è stanchi, delusi dai risultati. Anche a noi, come a Geremia, Dio assicura: “Non avere paura … perché io sono con te per proteggerti” (Ger. 1,8)
(A tutti i consacrati – Lettera apostolica in occasione dell’Anno della Vita Consacrata – papa Francesco)
Ecco, un esercizio da fare, quasi come un training autogeno; più ancora come una memoria di quello che si vive e si è vissuto: riempire quei puntini sospensivi con il proprio nome.
Dire e scriversi: “Non avere paura Enzo, Bruno, Andrea, Salvatore, Marina, Francesca. Non avere paura perché io sono con te per proteggerti”.E Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno, quanto coraggio per non sottrarsi al proprio compito. Farlo del resto renderebbe la nostra vita meno bella, una notte senza luce, il trionfo dell’amarezza e del risentimento. Coraggio!
E’ quello che ci vorremmo sentir dire sempre, anche solo con un gesto.