Dal profondo a te grido, o Signore/ Signore ascolta la mia voce/ Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia preghiera/ alla voce della mia supplica
Se consideri le colpe, Signore,/ Signore, chi potrà sussistere?
Ma presso di te è il perdono:/ così avremo il tuo timore.
Io spero nel Signore;/ L’anima mia spera nella sua parola/ l’anima mia attende il Signore,/ più che le sentinelle l’aurora;/ più che le sentinelle l’aurora,/ Israele attenda il Signore
Perché presso il Signore è la misericordia/ grande presso di Lui la redenzione
Egli redimerà Israele/ da tutte le sue colpe.
Si tratta del salmo 129. Perché è dal profondo di un dolore sordo che sgorgano le nostre parole. Quando sembra che i suoi orecchi non siano attenti alle nostre preghiere; alle nostre voci.
Chissà quante volte lo avranno recitato e masticato le vittime di ogni persecuzione – da chiunque venisse perpetrata - di ogni genocidio, di ogni massacro, di ogni Olocausto.
Le nostre parole oggi sono come bandiere a mezz’asta, senza un soffio di vento.
