Io mi abbandono a te
fa' di me ciò che ti piace!
Qualunque cosa tu faccia di me, ti ringrazio.
Sono pronto a tutto, accetto tutto,
purchè la tua volontà si compia in me
e in tutte le tue creature.
Non desidero niente altro mio Dio.
Rimetto la mia anima nelle tue mani,
te la dono, mio Dio,
con tutto l'amre del mio cuore,
perchè ti amo.
Ed è per me una esigenza d'amore il
donarmi,
il rimettermi nelle tue mani senza misura,
con una confidenza infinita,
poichè tu sei il Padre mio.
Fin qui la preghiera "Padre mio" di fr. Charles de Foucald (1858 - 1916), che si firmava fratel Charles de Jesus.
Io non mi abbandono in alcun modo invece e spesso in mezzo ai marosi mi metto a strillare "affogo, affogo". E non ringrazio qualsiasi cosa accada, no. E non è vero che non desidero nient'altro che quel che si desidera da me e forse non so donarmi senza misura e neppure parlare di una confidenza infinita.
Spesso questi nostri amori che sembrano degli amori non corrisposti ed incompresi, che non trovano risposta. E che sono attraversati dal vento e dalla bufera, dall'inquietudine. E' che si ama con quel che si è. Ed io sono una tempesta, temo: una notte piena di lampi e di tuoni, una di quelle in cui solo desideri solo un tetto sulla testa. E così siam tutti, tanti, amico Charles.