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Simeone ed il vinile

Pubblicato da enzo cilento su 2 Febbraio 2015, 18:39pm

Tags: #la storia

Simeone era un vecchio stanco ormai.

Alla sera restava a casa, da un po' di tempo. Neanche più il cinema. E si domandava solo come sarebbe trascorso il resto del suo tempo, non molto invero, con molte delusioni e attese vane. Simeone era avvilito.

Gli erano piaciuti molto gli anni in cui si poteva contestare e promuovere un'altra vita: prima lo psichedelico e poi la musica dark; aveva avuto persino una stagione dedicata alla disco: "divertirsi", perchè non c'era molto da attendere più, gli era parso. Poi magari in cuor suo...

E' che da qualche tempo si sentiva riemergere di nuovo, senza una ragione, tutta una serie di domande: standosene lì lontano, come in montagna, come presso il tempio dove tutto è possibile e dove è possibile persino un'allucinazione, come le voci delle Sirene di Ulisse, mistificatrici.

E giorno dopo giorno gli parve di capire che era stato sempre là, giusto e pio, forse; sicuramente assetato: non poteva finire così. Lo spingevano ad allontanarsi; "non vedi che questa è depressione? Che non riesci a vivere?" Gli capitava di dover dare loro ragione. Restava, non sapendo bene cosa stesse facendo.

Tanto da ammalarsi: di malinconia.

Gli sembrò di vederla quella luce che attendeva: "ora lascia o Signore che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perchè i miei occhi hanno visto".

Non volle mai raccontare cosa avesse visto; immagino una salvezza, immagino lo scopo di tanta attesa. Peccato che fosse solo un bambino che non sarebbe stato capito, quello che vedeva e gli riaccendeva il cuore, come un nipotino.

Non lo capirono neppure allora Simeone il vecchio rimbambito e fiacco che pensava di aver trovato e di potersene andare in santa pace ormai, persino di morire.

Non è stato casuale che a lui, due anni fa, più o meno come ora, intorno al 2 febbraio, il giorno che ricorda Simeone, io abbia dedicato questa specie di agenda, che è sempre un'attesa, mai compiuta, di un vecchio cuore che non si è stancato di aspettare: che ritornino i tempi del sogno, dell'utopia, della rivoluzione culturale; della Liberazione.

Solo allora ce ne potremo andare soddisfatti invero, a suonare timpani e tastiere come su di un vecchio vinile, giradischi e raccolte con le copertine piene di effetti psichedelici e di allucinazioni. Quelle no che non vogliono sparire...

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B
Leggere - anche sul Blog ovviamente - é come una continua, sana sollecitazione per il lettore: parole, pensieri, emozioni, ricordi che escono dalla carta ed entrano dentro.<br /> Qualche parola scivola sulle pareti, qualche altra si intreccia alle nostre, magari solo pensate e non ancora proferite, altre ci fanno sorridere, riflettere o piangere; alcune ci infastidiscono o ci sorprendono....<br /> Altre - piú note ed importanti direi - fanno appunto la storia: <br /> Simeone dice : &quot;.....secondo la tua parola....&quot; per confermare quanto la parola di Lui sia sostegno della Fede e della Speranza per ció che accadrá con la Nuova Nascita.<br /> E quasi a confermare agli uomini che se anche non é facile il cammino di vita, sicuramente &quot;il gioco vale la candela&quot; (diremmo noi semplicemente) perché gli occhi avranno modo di vedere....&quot;luce per iluminare...&quot;.<br /> Parole che stupiscono anche<br /> Maria e Giuseppe
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