Con il suo comando fa cadere la neve/ e fa guizzare i fulmini secondo il suo giudizio:/ per esso si aprono i tesori celesti/ e le nubi volano via come uccelli./ Con la sua potenza egli condensa le nuvole/ e si sminuzzano i chicchi di grandine.
[……….] Egli sparge la neve come uccelli che discendono/ come locusta che si posa è la sua caduta./ L’occhio ammira la bellezza del suo candore/ e il cuore stupisce nel vederla fioccare./ Riversa sulla terra la brina come sale,/ che gelandosi forma punte di spine./
[……] I naviganti del mare ne descrivono i pericoli,/ a sentirli con i nostri orecchi restiamo stupiti;/ là ci sono opere singolari e stupende,/ esseri viventi di ogni specie e mostri marini.
[…….] Potremmo dire molte cose e mai finiremmo…..
Nel glorificare il Signore, esaltatelo/ quanto più potete, perché non sarà mai abbastanza./ Nell’esaltarlo moltiplicate la vostra forza,/ non stancatevi, perché non finirete mai.
Chi lo ha contemplato e lo descriverà?/ Chi può magnificarlo come egli è?/
Vi sono molte cose nascoste più grandi di queste:/ noi contempliamo solo una parte delle sue opere.
Siracide, cap. 43 – Le meraviglie della Natura
Sembra di sentire lo stupore infantile e grato di san Francesco, di ogni uomo innamorato della vita.
Noi lo siamo?
Lo stupore di fronte alle cose è il segno della nostra felicità: ne sono certo. Chi ha smesso di stupirsi ha smesso l’abito della vita; e anche quello della conoscenza, quello che la consente ancora.
La verità di questo passo sta nel fondo di esso: “Potremmo dire molte cose e mai finiremmo…
Vi sono molte cose più grandi di queste: noi contempliamo solo una parte delle sue opere”. Ed è così vero e così promettente.
Significa soprattutto credere e sperare che ci sia ancora tanto da contemplare, così tanto da restare a bocca aperta. Già, lo stupore!
E’ questo che fa la differenza nella vita.