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Il mio canto

Pubblicato da enzo cilento su 30 Gennaio 2015, 17:22pm

Tags: #preghiere

"I tuoi decreti sono il mio canto/ nella dimora del mio esilio.

Nella notte ricordo il tuo nome, Signore..."

Si tratta solo di un versetto e mezzo del salmo 118 (Zain).

E qualche giorno fa, leggendolo, ne sono rimasto folgorato. Amo così tanto cantare, sia nei momenti di gioia che nella desolazione; nella tristezza più profonda. Amo così tanto cantare, anche camminando, anche da solo, mentre vado per strada.

E mi rendo conto di aver ripreso a farlo soprattutto da un certo momento della mia vita.

A volte ci fermiamo davanti ad un'immagine che ho messo a metà delle scale, come in una nicchia, e non posso fare a meno di dirglielo: tutto si può discutere, ma non che questo incontro non mi abbia cambiato la vita - è questo che conta - ridandomi anche la voglia di cantare, appunto.

E' come un amore, senza sdolcinature: di notte ci si ricorda il nome, con un po' di nostalgia: della persona che si ama, e con un po' di nostalgia.

E avverti insieme il desiderio e la mancanza di quanto desideri. Mi piace pensare a quegli amori che sono la tua vita, gli unici amori, quelli senza i quali non sai più sopravvivere. E' così che voglio morire: "senza di Lui, non poteva più vivere!" - diranno.

Ne ho incontrata di gente così: "senza di te non so più vivere" appunto.

I nostri patti, la nostra alleanza, i nostri taciti accordi e decreti sono il mio canto e sono il luogo, la dimora dove mi sento sicuro, anche ora, lontano, ora che sentirsi separati è come un esilio: lo vedi?.

La notte ti penso pertanto, in questo modo, con uan stretta al cuore, mi lascio andare e subito mi addormento. Tu solo, il tuo nome, sicuro mi fai addormentare.

Ci sono storie così - mi è capitato: e sono le storie della tua vita: ci siamo inseguiti da sempre e dall'eternità eravamo destinati l'uno all'altro.

E allora si mette in versi, per cantare, la memoria del nostro amore. Quello che non vuol passare...

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B
Anche Allevi commenta il suo ultimo CD : &quot;...in questo mondo, che sembra stia impazzendo, ho voluto dare un segnale e riportare l’attenzione sull’amore, che è l’essenza delle cose. Così racconto l’amore in tutti i suoi aspetti: passionale, fisico, sacro fino a quello più difficile, quello verso se stessi. Accettarsi, con tutti i nostri difetti, è quasi impossibile in questa società».<br /> “Quando scrivo le mie note su un pentagramma<br /> non penso mai all’immediato.<br /> Cerco sempre di spingermi oltre, più in alto possibile, più nel profondo, lì dove risiede la vera essenza della musica: l’Amore”.<br /> Tutto sulle note di un Piano: sará per questo che viene voglia di intrecciare le mani e far venir fuori tutto l' amore, le preghiere ed il bel canto dell'anima.
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S
Ma no, dai. Si diceva così. Del resto sono proprio quelle note che io trovo sopravvalutate. <br /> Ad ogni modo, buon per lui. <br /> Volevo solo dire che è personaggio molto costruito, pompato. Detto ciò...
B
Onestamente non conosco bene né la biografia, né i dettagli del suo percorso musicale tanto da poterlo giudicare come persona.<br /> Anzi ció che ho visto nelle rare apparizioni televisive (tre o quattro direi) mi lasciava pensare ad una persona sincera e riservata che ama parlare con &quot;le sue note&quot; al cuore della gente.<br /> Mi dispiace per lui se lo slancio verso l'Alto e verso il Profondo di cui parla (che dovrebbe essere poi &quot;il cuore&quot; della sua preghiera da condividere con chi lo ascolta) non é il frutto anche di quello che prova e vive veramente quando non é seduto al suo pianoforte. Mi hai incuriosito: leggeró qualcosa di lui magari ascoltando le sue note ....
S
Peccato che Allevi in questo mondo che sta impazzendo abbia trovato l'America e che sfrutti/sia sfruttato a pieno dal sistema industriale/discografico. Condivido tutto il resto: Allevi no. E' troppo personaggio, troppo costruito, un amore di plastica direbbe la Consoli...
B
Piano e Forte<br /> Penso sia innegabile quello strumento tira fuori dall' anima tutto quello che c'é: Piano e Forte, tutte le preghiere dell' anima sulle note bianche e nere.<br /> Ricordo per esempio la mia prima pianola Bontempi degli anni della scuola elementare.<br /> Ballare con un piccolo tutú rosso l'Ave Maria di Schubert nel teatrino della Parrocchia....piccoli passi di preghiera.<br /> L'emozione improvvisa di quella sera quando ascoltai tutti &quot;i classici&quot; piú noti della<br /> raccolta Gold Piano: forse inizió cosí quella fusione fra musica, movimento e anima che dopo diversi anni di &quot;Silenzio musicale&quot; mi ritrovavo a tirar fuori. Qualcosa che non si deve spiegare, come una Preghiera o un Canto, qualcosa che é nell'aria e che incontra le note dell'anima. Come il volo di Fred Astaire e Ginger Roger o il concerto di Koln di Keith Garrett o le note di Michael Nymann per le lezioni di piano e di amore.<br /> Musica e note colorate come i papaveri che vanno &quot;....per le strade, fra la gente....&quot; come diceva Dalla nella sua Canzone o ricordando Caruso.
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