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Il Mantra della Libertà

Pubblicato da enzo cilento su 19 Gennaio 2015, 18:59pm

Tags: #preghiere

Il Mantra della Libertà

Bisogna fare la guerra più consistente che è la guerra contro noi stessi.

E' necessario giungere a disarmarci. Ho combattuto questa guerra per molti anni.

E' stato davvero terribile. Ma posso affermare che ora sono disarmato. Non ho paura di niente e di nessuno: l'amore allontana la paura. Sono disarmato dal voler avere ragione, dal giustificarmi screditando gli altri.

Non mi chiudo nel mio castello nè mi inorgoglisco delle mie ricchezze. Accolgo e condivido. Non mi aggrappo assolutamente alle mie idee e ai miei progetti. Se mi si presentano proposte migliori o almeno buone le accetto senza alcun impedimento.

Ho rinunciato a fare confronti.

Ciò che è buono, vero, reale, per me è sempre il meglio. Per questo non ho paura. Quando non si possiede nulla non si ha paura di nulla. Se uno si disarma, se smette di possedere, se si apre al Dio fatto uomo che fa nuove tutte le cose;

allora Egli fa passare il passato negativo e ci apre lo scenario di un tempo nuovo in cui tutto è possibile

(tratto dal sito www.qumran2.net/ritagli).

Ho scelto questa come preghiera, è quasi un mantra a ben vedere, perchè fotografa le nostre battaglie e le nostre consuete debacle.

Liberarsi del proprio smisurato orgoglio - per me intanto - è una fatica immensa, anche se è la condizione per la libertà, quella vera e profonda che ci consente di accogliere ogni cosa come un progetto ed un'alternativa accettabile benchè non sia "roba nostra".

Persino attaccarsi ai propri progetti, alle proprie idee a volte ci impedisce di vivere e di scoprire che c'è dell'altro.

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B
Matisse quindi non me ne vorrà se “vedo” e leggo nel suo cielo, nella sua terra e nelle sue figure oltre al bello già detto, anche parole di preghiera recitata con mani non giunte, ma che si cercano per la vita, accompagnate da una musica, libere e nello stesso tempo protese verso l’altro per accogliere e condividere.<br /> Un flusso di energia, sentimento, armonia, lotta per la vita (come ho letto e riportato) tradotto in colore, quel sentire interiore come dicono gli esperti che parte da dentro e che può tramutarsi – volendo - in un canto da donare anche per un credo ed una fede. Usare le mani – come del resto fa il pittore e come fanno le sue figure danzanti - per trasmettere e offrire il nostro mondo interiore, il nostro divenire ricco di sfumature, consapevoli che - come i colori base sulla tavolozza – generiamo altri colori nel “girotondo” insieme.
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B
Onestamente avrei tante cose da dire che in effetti si possono riassumere in &quot;due parole&quot;, ma data l'ora ho limitato il commento forse penalizzando il mio pensiero su quanto letto....<br /> Ma l'idea di continuare a parlarne in qualche modo mi trova sempre disponibile
E
E' &quot;bello&quot; vedere che commenti Matisse e non il pezzo...
B
Ho riassunto in poche righe i commenti piú ricorrenti a fronte del noto dipinto di Matisse che vedo nel blog perché questa volta non è mia intenzione dar spazio all’arte:<br /> “La danza” …… in essa Matisse ricerca la sintesi e l’equilibrio per esprimere un’arte equilibrata, pura, tranquilla. La scelta compositiva e il colore rappresentano non tanto un fatto - un girotondo - quanto lo scorrere eterno della vita, lo “slancio vitale” che è fondamento della realtà.<br /> Le cinque figure del quadro si muovono sul confine fra cielo (il blu) e terra (il verde), fra universo e mondo; paiono impegnate in un vorticoso girotondo, con le braccia tese nello sforzo di non rompere il cerchio, che si sta per aprire tra le due figure in basso a sinistra, ma che cercano di riunirsi grazie al movimento di tutti gli altri.<br /> Rappresenta un’allegoria della vita: la propensione che ognuno di noi ha verso gli altri esseri umani e verso tutte le creature, più in generale. Questo girotondo, però, è al tempo stesso gioioso e faticoso, incessante ma inevitabile.  E’ una danza che esprime energia, in una sorta di lotta per il mantenimento dell’armonia e dell’unione, affinché la danza continui senza soluzione di continuità. Il quadro esprime la lotta per la vita? Forse. Sono tante le interpretazioni possibili. Tuttavia la sua armonia richiama un equilibrio che il pittore cercava di esprimere nei sui quadri affinché ci fosse una lettura di pace e speranza nelle immagini rappresentate.<br /> Matisse è uno degli esponenti del fauvismo, il movimento che rappresenta la prima vera rottura con l’impressionismo ed è la prima esperienza moderna che svincola il rapporto tra colore reale delle cose e colore impiegato, il colore é un qualcosa che parte da dentro...é un sentire interiore.
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