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Che penetri nel mio pensiero

Pubblicato da enzo cilento su 12 Gennaio 2015, 09:20am

Tags: #preghiere

Con vigore

Con vigore

“Che la mia fede sia libera ed esprima la mia personalità… che penetri nel mio pensiero”. E’ il passaggio che preferisco di una “Preghiera per la Fede” che papa Montini (Paolo VI) scrisse di suo pugno e rese pubblica il 30 ottobre 1968, anni di rivolgimenti quelli, anni di Rolling Stones e di rivoluzioni di ogni genere, alcune “benedette”, altre più effimere.

Una fede matura infatti non può che essere libera e non può che coinvolgere tutto il nostro pensiero, la nostra riflessione, il nostro essere “cultura”: che amore è del resto – lo dicono le stesse Scritture – infatti quello che si alimenta nella sua negazione, nella mancanza di libertà?

L’amore è sempre un atto di libertà estrema e contraddittoria, persino illogica: si ama e basta. E l’amore – non il puro sentimentalismo, certo – è sempre un’espressione, la più piena, ritengo, della nostra personalità, facendosi anche pensiero, riflessione: ad ognuno infine si chiede solo di amare così come gli è più naturale, congeniale, consono; perché se così non fosse finiremmo per detestare quell’agire che non amiamo perché non ci è proprio. Dico bene?

La mia fede è specchio della mia vita, della mia storia, della mia esperienza umana, della mia elaborazione anche intellettuale, culturale – sembra dire Montini, ben consapevole di quanto sta accadendo nella cultura del suo tempo.

E altro è infatti l’amore dei tanti folli di Dio della storia, e altro quello di Francesco; altro quello di Agostino e di Tommaso; e altro ancora quello di Edith Stein e di Ignazio di Loyola; altro il mio, addirittura, e il vostro: altrimenti “amare” sarebbe convenzionale (e così il credere) e non sarebbe umano, sarebbe “disumano”, per tutti uguale.

Papa Montini, uomo di cultura e di apertura, va oltre: “Fa’ che la mia fede sia forte, sia gioiosa e dia pace, sia operosa, sia vera amicizia con Te”.

A quella forza che sperimentiamo, la forza di qualcosa che amiamo fino alla follia, a nostro modo, si unisce la gioia di agire con vigore e in pienezza; la pace interiore di avercela messa tutta; di non essersi dati per vinti, di essere così amici, così strettamente uniti a tutto ciò, da sentire che in fondo con Dio si parla di persona.

O invece non si parla affatto.

Ma ecco il testo completo

Preghiera della fede

Signore, io credo: /io voglio credere in Te.

Fa’ che la mia fede/ penetri nel mio pensiero/ che la mia fede sia libera/ ed esprima la mia personalità.

Fa’ che la mia fede sia forte,/ sia gioiosa e dia pace,/ sia operosa,/ sia vera amicizia con Te.

Paolo VI, 30 ottobre 1968

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