Si fa spesso esperienza nella vita di essere venduti, di essere stati colpiti senza una ragione plausibile, accettabile, che giustifichi certe re-azioni. E' "perchè?" la domanda più pressante.
Aiuta far mente locale sui nostri piccoli tradimenti, in tal caso. E scoprire di avere sbagliato a volte per superficialità, per leggerezza, forse davvero "non avendo coscienza di quel che andavamo facendo".
E' l'unico dato che può darci conforto. Il male si compie spesso non avendone consapevolezza. Gli esiti poi sono talora terribili ed imprevedibili: possono prevedere persino la lapidazione, come per un martire, Stefano; ucciso in nome della giustizia e della verità. Uno dei tanti.
Si viene accusati di fronte al Sinedrio di turno di tutte le scelleratezze e le eresie di questo mondo mentre non si è nemmeno avuto il tempo di preparare una difesa che sia - come dire - sostenibile. Si è insomma di fronte ad una giustizia sommaria e alla relativa esecuzione.
Di questi tribunali a volte abbiamo fatto parte anche noi.
La verità è che spesso vendiamo il prossimo senza neppure volerlo e senza sapere dove arriveremo; se non gli chiederemo la vita.
Ci ripenso in questi giorni pur lieti in fondo, di fronte a chi in questo posto di vacanza potrebbe averlo fatto con me negli anni ultimi, appena trascorsi.
Non posso uscirne fuori che dicendo "perdona loro perchè neppure sanno quello che fanno". Spero tanti altri lo abbiano pensato di me, qualora avessi giudicato, venduto e tradito. Consapevolmente non l'ho fatto mai: no, mai consapevolmente. Il che mi conforta un poco: mi fa sperare in un po' di pietà.
Quella che vorremo avere da tutti.