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Superuomo

Pubblicato da enzo cilento su 19 Settembre 2014, 09:08am

Tags: #in vista

Sono infinite le distanze che intercorrono tra quel che siamo e ciò che abbiamo sognato di essere.

Con questo ci si scontra ogni giorno, come con il sangue del proprio martirio. Ma bisogna riapparcificarsi anche con questo. Oltre il limite di ogni uomo, c'è la pietà che ciascuno deve a sè stesso, e quindi la comprensione.

Mi scopro infatti sempre un po' inferiore a quel che pensavo di me; ed è credo la condizione che sta alla base di ogni onestà, di ogni pietà e alla fine della stessa capacità di chiedere perdono, di chiedere scusa a coloro che feriamo o a cui facciamo del male, anche solo disattendendo le loro attese. Ma è anche è il punto da cui ripartire - è questo che intendo.

Se questo avvenisse anche nella vita pubblica: riconoscere che non si è fatto centro, anche la vita democratica avrebbe un altro spessore: un fallimento, un obiettivo non raggiunto non comporta di per sè il dovere delle dimissioni: indica semmai la necessità di cambiare politica. Anche parlando per metafora...

L'onestà vale di più e la seconda chance ad un uomo onesto va concessa.

Nel nostro sistema sociale, a livello antropologico qualcosa nonha funzionato. Il bagaglio di sangue di vendette e di violenza che tutti i giorni ci portiamo addosso lo rivelano con forza. Il nostro modello è stato inferiore alle aspettative se non si è capaci di perdonare, di sopportare la sconfitta, che una relazione sia finita; se pensiamo che gli altri debbano pagare il nostro "fallimento"; se vogliamo trascinarceli con noi giù dal grattacielo, fino alle porte degli Inferi, dico.

Non ha funzionato il nostro superomismo, quell'ansia da prestazione che ci avvilisce e che diventa insopportabile, "muoia Sansone con tutti i Filistei".

Quando Mazzarò capiì che doveva morire, scese nell'aia infuriato strillando, "roba mia vienitene con me!".

Abbiamo sbagliato: gli uomini devono imparare di nuovo a dirlo: "mi dispiace ho sbagliato". Senza per questo sentirsi bambini ed immaturi.

E' il superuomo un bambino, una fiaba, anzi una tragedia. Che finisce sempre male, senza neppure essere un eore...

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