Non mi trattengo a lungo questa sera che si rientra stanchi da una giornata a cercare di mettere ordine tra le proprie cose, i progetti, quelli "che Dio vuole", come si diceva un tempo.
Ma mi trattengo su quella idea splendida che trovo ancora nei Vangeli, di tutti quegli operai chiamati, ciascuno alla sua ora, e ciascuno prezioso, fosse anche all'ultimo minuto.
San Paolo raccontava giorni addietro della sua fatica per esser quel che era ormai; anzi della fatica che la Grazia aveva fatto con lui.
E' ben vero: devi valere davvero molto perché si sia insistito tanto per averti, non credi?
Lo dico a me stesso in primis e la cosa mi conforta.
Forse è vero: il nostro Dio continua a chiamare sempre, instancabilmente, fino all'ultimo secondo, perché valiamo molto, valiamo che un altro ci possa donare la vita, un altr'uomo, un'altra donna, persino un Dio.
E' così difficile trovare uno che sia pronto a sgolarsi oggi per chiamarci e per invitarci, così difficile che uno si dia da fare per noi, che credere che questo accada o ci è impossibile quasi ("cosa vorrà mai questi da me? quali le sue intenzioni?") o insomma ci lascia così spiazzati eppure emozionati: "è meraviglioso incontrare - eppure accade, e padri e madri e fratelli e mogli lo fanno - uno che sia pronto a dedicarci il tempo di sua vita mortale".
"La tua vita mi interessa. Sono ancora qui, a quest'ora!" - mi sembra suggerirmi la parabola di questo vignaiolo che chiama a raccolta - "la tua vita mi sta a cuore".
E' la tua, la mia appunto, quella di un uomo.
Sali sul tram e c'è il clochard che manda cattivo odore; il vecchio iracondo e forse demente. A chi interessa la loro vita?
Siamo operai e vignaioli, insomma, a nostro modo e a turno.
Il lavoro dell'uomo è solo quello di cercare chi non ha nulla - credo - chi sembrava perso e dimenticato, dirgli: "mi sei caro, carne mia: tu stai a cuore. Tu mi spezzi il cuore".
E in questo infine siamo collaboratori del padrone del podere, quello che esce alla ricerca, messi al suo fianco perché nessuno muoia mai, disperato e dimenticato, mai come carne putrefatta lasciata agli avvoltoi.