Mi sono addormentato su di un fianco ieri sera, alle nove della sera, per un paio di ore buone, di un sonno profondo e ristoratore, dolce, silente.
Non avevo mangiato pesante e non avevo corso nessuna maratona - per capirci.
Mi sono illanguidito, così: nient'altro. Ci sta.
E nel mentre, rivedevo e riandavo tra veglia e sonno, a tutti i volti che hanno popolato la mia vita, alle molte storie che mi fanno tenerezza; a tanti che non vedo più da tempo: talora dipartiti.
Non ero triste. Ero come carezzato. E cullato da un sorriso, da un neo sulla guancia, da una chioma di capelli lunghi sulle spalle, da occhi e volti, da piccoli ricordi e oggetti che me li tengon vivi.
Amici miei che vi porto dappertutto, nel cuore e nella memoria, fino all'ultimo respiro.
Mi guardavo i pini davanti casa stamattina e come un folle li ho immaginati appollaiati lì, i miei angeli, davanti alla finestra, mentre l'aria era così pulita. Non sono mai andati via.
Mi sono addormentato in compagnia: questa è la verità, ieri sera, come protetto. Perciò ho dormito così tranquillo, tra quello svolazzare di anime amiche, di cuori nobili e gentili che mi sono stati accanto qui e persino di là, in quello che a noi sembra un oblio.
Tra noi non s'è mai interrotto il dialogo, questa è la verità: essi sono solo in una curva accanto, nell'altra stanza, sul sedile alla mia destra, sui rami e mi camminano a fianco, angeli custodi, dolcissimi, che mi riappacificano con la mia vita...