Rinnegare e tradire sono le parole chiave di quest'oggi, nel Vangelo; forse di più, lo sono nelle nostre esistenze.
Si rinnegano amici e fratelli: non l'ho mai conosciuto; io ti conosco bene; tu credevi di conoscermi; io credevo di conoscerti.
Si rinnegano i propri passi. Fino a ieri ho vissuto cercando un senso, oggi non ha senso cercarne più.
Tu appartieni al mio passato. Rinnego tutto ciò che è stato. Rinnego con forza di averti voluto ed amato, di averti invitato, di averti accolto; sono certo che non eri tu quello che cercavo e che avevo di te un'idea che non è quella reale.
Li mettiamo alla porta e nel dimenticatoio; li mettiamo sottoterra, alla berlina; ci mettiamo su una bella pietra tombale. Con quante persone ho fatto così? Con quante cose, amori, oggetti, abiti, case, compagnie di amici, associazioni, lavori; con quante storie sentimentali?
Canta un gallo qualsiasi e noi passiamo oltre.
Traditi dunque e traditori, che comunque andrebbero perdonati, se avessimo il fegato di farlo: ma come si fa?
Sai perdonare il politico che ti ha sfruttato, ti ha messo nel suo giornale e poi ti ha abbandonato e svenduto per trenta articoli?
Puoi perdonare il prelato e il superiore che ti ha lasciato nell'incuria e nella difficoltà, pur di fronte alle tue richieste di aiuto?
Puoi perdonare chi sapendoti ammalato ti ha lasciato solo a casa perché la tua depressione era per lui fastidiosa?
Puoi perdonare chi ha lasciato la tua compagnia perché quelle nuove erano più alla moda e più facoltose?
Sai accettare chi ti attacca sul web e ti dà del corrotto, del corruttore o del miope? Sai accettare che la gente con cui sei cresciuto ti consideri un uomo inaffidabile? Sai perdonare quei credenti che ti trattano come un appestato e che così fanno con tutti coloro che non sono con loro?
Puoi farlo?
Traditi e traditori. Potrei fare l'elenco dei miei tradimenti, di quelli perpetrati e di quelli subiti: dei tradimenti della politica e della chiesa, delle banche e della burocrazia, dell'ideologia e della fede, dei partiti e dei sindacati; della storia, in definitiva, e dell'essere umano, traditore per vocazione.
Mi siedo a contemplare questo scenario, mentre i galli continuano a cantare; la gente a tradire, i poveri cristi a morire, le grandi idee a tramontare, le vite a concludersi spesso in mestizia, che in fondo è una specie di dolce martirio, un anticipo di blanda santità.