Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

simeone.overblog.com

simeone.overblog.com


Feste dei Padri graditi

Pubblicato da enzo cilento su 22 Dicembre 2013, 11:17am

Tags: #I PADRI

Non chiedetemi perché, ma butto sempre un occhio sulle ricorrenze e le festività della Chiesa ortodossa: significherà qualcosa? - mi chiedo.

Intendo dire: "Significherà qualcosa questa curiosità?".

La verità è che il fascino della Chiesa Orientale e la sua innegabile autorevolezza non mi lasciano insensibile. Non amo gli ori e gli incensi (e neppure la mirra...): insomma non è la magnificenza e la ricchezza degli arredi sacri della Chiesa da Costantinopoli in poi ad attrarmi: credo che sia l'antichità, il senso del mistero, quella tendenza meno evidente alla razionalizzazione filosofica e Scolastica a guidarmi: la fede non può ridursi - mi dico - al teorema di Euclide; anche se Euclide - in vita - fu più vicino a Costantinopoli che a Roma, certo.

Ad ogni modo, stamani, guardando tra "le cose" dei fratelli orientali, ho scoperto che questa domenica, quella che precede la Natività, è dedicata a tutti i padri, da Adamo a Giuseppe, che si sono resi graditi a Dio.

Ed è una bella festa - trovo - una bella memoria: è la festa di quelli che custodiscono questa alleanza per così dire "misteriosa" e senza mediazioni con il Dio dell'universo che li ha chiamati ad essere: dalla sua parte soprattutto.

Di padri (Siracide 44) è piena la storia dell'Alleanza appunto; ed essi, tutti, hanno lasciato un gran ricordo: è come se non fossero mai partiti. Hanno tenuto fede a questa amicizia, benché - inutile illudersi - anche nelle amicizie ci siano momenti di tensione e di incomprensione. Penseremo mica che tutto sia filato liscio sempre?

Eppure - come poi avrebbe avuto modo di dire Paolo di Tarso - alla fine, conclusa la buona battaglia del fidarsi, hanno potuto dire di aver portato a compimento la propria corsa senza rancori e rimpianti: dopotutto, se ci sono state delle incomprensioni, la volontà di intendersi non è venuta mai meno.

Ci si manda anche al diavolo, tra amici: per me è questa l'amicizia e - azzardo - talora si può persino dire che in fondo, di questo Dio dell'universo, non tutto è comprensibile (e meno male!); che molto non è sottoscrivibile: siamo onesti!.

Ed io non di rado gli dico oltretutto che, se fossi al posto suo, agirei in altro modo: che talora non brilla per la sua presenza. Se vuol essere amico mio, sa che deve confrontarsi con tutte le spigolosità e le ombrosità del mio carattere. Più buono? No, solo più vero: questo è quel che intendo essere.

Un padre è sincero (dovrebbe...); è spontaneo; è quel che è; non si nasconde; non trae in inganno; e non si nasconde infine. Che a Dio non bisogna mostrare che quel che siamo. Si è amati per questo.

L'ho detto fin da principio: spesso mi rivedo in certi vecchi delle Scritture: da Zaccaria a Simeone che possono dire in tutta onestà di avere atteso e di avere fatto anche del proprio meglio; e che in fondo - dalle passioni e dalle proprie convinzioni - hanno tirato fuori il senso della propria vita. Piacquero a Dio, al punto che la loro attesa fu premiata con l'avvento del Salvatore. Mi chiedo: "Non merito anch'io che la mia attesa sia conclusa?".

A noi fu dato di vedere cose e di sentirne di tali che profeti e saggi avrebbero voluto conoscere da sempre. Abbiamo cercato e abbiamo guerreggiato in tutta onestà. Non siamo stati santi, ma padri di quel popolo che ha cercato un contatto con la verità, fino a sfiorarlo.

Credo in una Chiesa del genere: di gente e padri e madri che hanno combattuto con onestà e senza doppiezza. Sono per quelli che sono pronti a sacrificare figli e greggi e ricchezze come questi Padri amati da Dio; tra quelli che non hanno mai omaggiato l'istituzione per ottenerne vantaggi di carriera; che non hanno amato mettersi tra i primi banchi per farsi osservare mentre si battevano il petto; che non sono lì a incensare e a farsi incensare, come se fossero ambasciatori esclusivi del Dio in terra.

Non sono mai stato là.

Sono la voce nel deserto semmai: che grida e strepita per farsi rispondere. E non ho fatto nessuna carriera in vita mia: ho solo vissuto di onestà in onestà. E so che questi padri del vero, a Lui sono graditi. Fino alla fine dei tempi.

Degli altri temo che saranno piene le fosse. Amen

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post

Archivi blog

Social networks

Post recenti