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Tappe dolomitiche

Pubblicato da enzo cilento su 28 Novembre 2013, 15:26pm

Tags: #la storia

La favola di un uomo solo non è la fama di un uomo al comando e neppure di un uomo in fuga. Questo accade quasi solo nello sport e in bicicletta, quando sulle salite dolomitiche il lungo serpentone delle bici di tanto in tanto si vedeva dietro un tornante e davanti c'era spazio per uno che correva per giungere primo (non per sfuggire dal gruppo: non solo) e uno al fianco che, nella migliore delle ipotesi, gli tendeva una borraccia.

Ma l'epopea degli uomini soli sembra essere finita, a meno che la solitudine non sia così universale ormai che tutti quanti sono in gruppo - come nella norma - ma ognuno preso dai suoi pensieri, nella migliore delle ipotesi.

La favola dell'uomo solo talora si trasforma nella compagnia che si fanno due uomini, due esseri umani. Andarsene, in genere è un modo per non sentirsi troppo soli.

E si chiedono se sia una vittoria restare o invece partire, che è poi sempre un separarsi. Fanno quel che riesce a loro meglio e non è detto che sia un meglio o un peggio in assoluto.

Restare in silenzio e non dar fastidio è l'alternativa. Ma è davvero tale?

Quando partono si portano dietro poche cose e neppure il senso della sconfitta (non è mai un buon viatico per andare): devono partire per un'avventura, credendo che sia l'unica vittoria serenamente praticabile.

Ognuno ha la sua via e non è detto che sia "individualismo": è solo una via, la propria.

Leggevo di recente, bellissime pagine sui nuovi eremiti del nostro Millennio, in attesa che i segni siano chiari: che questo mondo è vecchio e che siamo pieni di cianfrusaglie.

Mi viene da chiedermi se è meglio desiderare di andare o decidere di restare; se bisogna vivere la "condanna" dell'uomo solo al comando, cui non resta che bisaccia e un ultimo sorso di borraccia (poi lungo la strada qualcosa si troverà) o se invece restare perché farebbe bene testimoniare quel che si è.

Paolo e così Ignazio di Antiochia si chiedevano qualcosa di simile: meglio il meglio assoluto, o il bene relativo. Mentre restavano al comando, in salita, più o meno da soli.

Non vinsero nessun Tour de France e videro il martirio della propria carne diventata sacrificio per i violenti. Mentre in gruppo si festeggiava perché il Giro andava avanti.

La favola di un uomo solo, mi ricorda un vecchio amico che cercò di non esser più solo e che si rese conto che solo accettando di esserlo per sempre si sentì finalmente in compagnia per sempre: del suo destino.

Della sua libertà di essere.

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