A chi mi fa gli auguri stamani non posso fare a meno di ricordare (quanto meno lo faccio a me stesso) che ogni giorno che passa è un passo in più compiuto verso l'Assoluto.
Che sarà un luogo ed uno stato bello come i boschi del Vermont, come le foglie rosse d'autunno e i passi che fan rumore sulle pietre del cimitero israelitico di Praga.
Sarà silenzio e musica lieve e visione: come venature sulle foglie secche, e rosse e gialle, marroni, incartapecoritesi e rivitalizzatesi come le ossa di Ezechiele. chissà.
Che un anno in più, è uno in meno che ci separa da Lui.
E monta la curiosità e lo stupore: quello di scoprire che quel che siamo stati, abbiam detto e fatto; le persone e le cose sfumano oramai, come al tramonto. Che hanno senso sì, ma solo come compagni occasionali di ventura.
E la ventura è già altra e soprattutto altrove.
Che non possiamo legarci solo e senza fine a quanto passa via, guardando indietro; ma che saremo simili a lui, come Egli è - dice Giovanni.
E saremo.
Che in fondo questo ci interessa e solo questo può essere per sempre. Si va verso l'Essere che ci ha creato: dal nulla, forse. Lo lascio dire ai filosofi e a chi pensa...
Che passa il tempo della purificazione in questa vita: delle accese dispute e delle attese della giovinezza; dell'ingordigia di mangiarsela la vita e poi scoprire che si vive con un nulla. Che basta tendere alla vita per vivere, mentre l'ingordigia ci depista e ci distrae e ci fa perdere; e perdere l'oggetto.
Il tremolar della marina e lo stormire della foglie, il vento e il silenzio; il luccicar delle stelle e la strada solitaria, pioggia tra gli alberi e sole all'alba tra le cime, olivi e querce e castagni e uccelli ad impazzar nell'aria.
Che là resta la voce di quel che siamo stati anche noi, la memoria implicita e che intanto stiamo viaggiando oltre, attratti da altre voci che riecheggiano in quelle medesime foglie e forme: che ci dicono "vieni" - come diceva il poeta - e che in fondo ci accompagnano ci rassicurano ci incantano fino al limitare dell'altra dimensione: magari finale, se mai vi sarà una condizione simile ad una fine.