Piove come quasi tutte le mattine, di questi tempi; e fa freddo. Con la solita borsa, lo zaino, la merenda fredda da consumare a metà giornata e la speranza di tornare quanto prima a casa per godersi una tregua: a questa vita faticosa e che sembra senza senso e senza gloria.
Sembrerebbe che tutte le speranze e le aspettative della sua giovinezza siano andate deluse. Non è la vita di quasi tutti?
Se viaggiate su di un treno di pendolari e sul metro va in scena questa desolazione. Perciò "vi perseguiteranno nel mio nome", anche se "neppure un capello del vostro capo andrà perduto".
In realtà, siamo diventati quasi calvi, di questo passo, ma - mi dicono - è il senso di questa caduta di tutto ciò ch'è stato mio che non andrà perduto. Che le mie aspettative infrante e le mie sofferenze, simili a quelle di miliardi di altri, sono tutte poste sul piatto della bilancia ed assunte, in qualche modo.
Perché altri ne colgano una ragione, per così dire: magari io stesso; o perché mi attende un'altra ricompensa, altrove, magari; o perché le porterò a mai difesa di fronte a chi ha fatto della difesa della propria chioma il motivo della propria vita; cosicché, aprendo i sepolcri, non di rado, sono solo le chiome quelle che restano ancora, come in un libro di Garcia Marquez, mentre tutto il resto - come per tutti, è cenere.
Ci hanno insegnato però a non puntare più su questo "altro" e su questa remunerazione; a cercare di tenerci ben stretta questa vita; a non frequentare i treni dei pendolari e il metro nell'ora di punta. E di conseguenza, ogni capello che cade diventa occasione di lutto: inevitabilmente.
Vorrei spogliarmi di questa paura pur sapendo che alle porte è la derisione, l'incomprensione di tutto il resto del mondo, estranei e familiari, quello che una volta chiamavamo "il sistema"; che si fa beffe di questi uomini che perdono i capelli i denti e talora anche il sorriso, perché non è detto che ogni fatica debba essere accompagnata da questo: questa è solo oleografia.
E verrebbe voglia di rispondere un italianissimo "chissenefrega" a quelle parrucche che deridono la tua calvizie.