Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

simeone.overblog.com

simeone.overblog.com


Una piaga nella speranza

Pubblicato da enzo cilento su 3 Luglio 2013, 13:49pm

Bisogna infilarci le mani nelle cose per essere credente; così come è umano essere increduli.

Perché ci hanno insegnato ad essere diffidenti e a non credere più a nessuno. Il che accade soprattutto a color i quali, per natura, han creduto di frequente a chi prometteva loro amore e fedeltà, amicizia per tutta la vita, salvo volatilizzarsi al momento opportuno.

La diffidenza, che molti sovrappongono alla prudenza, confondendole, diventa lo schermo del debole e del ferito, allo stesso modo in cui la fiducia è spesso il tallone d'Achille del giusto.

Forse perché degli uomini abbiamo imparato a diffidare dopo esserci fidati a lungo di loro con risultati spesso disastrosi, confidando in una solidarietà naturale che invece nei fatti si è mostrata fallace; mentre di Dio, in quanto "d'un'altra specie", abbiamo sempre diffidato, come d'ogni diversità, salvo che, almeno nei confronti di questi, avremmo potuto prestar fiducia.

Ma sono quasi solo esercizi intellettuali, questi, di fronte all'esperienza che ci ha spinto a non credere se non proprio messi con le spalle al muro e, anche così, credere sempre che, dietro ogni atto vi fosse un altro scopo e un'insincerità di fondo, una strumentalità; il che poi diventa davvero una malattia, una sindrome da accerchiamento che ci avvelena l'esistenza e che ci fa temere sempre di essere fregati.

Credo che il mondo oggi vada avanti su questa via, sospettosi l'un dell'altro, tanto che mi verrebbe spontaneo chiedermi in che misura non ne sia stato anche io responsabile: della sfiducia altrui, naturalmente.

E la risposta, temo, sarebbe senza via d'uscita; a meno di non volersi chiamar fuori.

La franchezza, voglio dire, la trasparenza, quella che ci fa dire "non credo finché non vedo", non solo sarebbe una virtù, sincerità, ma sarebbe, di più, un buon antidoto alla diffidenza.

Forse ci spingerebbe a rapporti autentici ed a restituire un minimo di credibilità alle cose e quindi alle parole. Ci costringerebbe a mettere le mani nelle piaghe, a farci mettere le mani altrui dentro; ad affermare "fa' che io veda"; "fa' che io creda"; tanto da obbligarci ad una controprova che sia oltre le parole, che siano fatti e rivelazioni, manifestazioni del tutto indiscutibili che quella fede è ben riposta, che quel gesto e quella vita sono stati davvero dedicati a noi e non mai per un inganno.

Fammi vedere che sanguini e che sei addolorato per il mio sfiduciato riserbo.

Che senza la mia fiducia, tu stai male come per un bel gesto malinteso; che tu sei davvero un regalo che mi è offerto, piuttosto che non solo l'ennesimo abbaglio, l'ennesimo raggiro che mi viene teso.

E' vero: "beati coloro che crederanno pur non avendo visto", ma beati coloro a cui non avremo fatto d ostacolo (di scandalo) perché non vedessero più, anche quando c'erano tutti gli elementi perché potessero veder chiaro.

Beati quelli a cui avremo consentito di saper credere ancora, di restare piccoli, non smaliziati, non chiusi alla speranza.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post

Archivi blog

Social networks

Post recenti