Noi siamo fatti per te e il nostro cuore è inquieto fino a che non riposa in te. E' così che mi piace chiudere questi giorni in cui ci avviciniamo alla Pasqua, con passi come quello della Genesi dedicato ad Abramo ed alla sua chiamata.
Se ti si chiama, si può anche fingere di non sentire e non partire: eppure è così bello partire e cercare di capire da dove provenga quella voce, più intima di noi stessi, ancora per citare Agostino.
Facci partire e staccare dalle nostre abitudini e dalla nostra pigrizia, dalla nostra sordità. Sentirla quella voce, quel richiamo, come qualcosa il cui fascino cin conquista e ci trascina via: mi hai sedotto e io mi sono lasciato sedurre - dice Geremia.
Ogni vocazione, ogni chiamata, ogni grande amore è una grande passione innanzitutto: ci si rende conto che quello sguardo ti ha ammaliato e stregato, che ti arde in petto il cuore; che non puoi non seguire il desiderio di quella conquista, di quel monte, di quel record, di quella maestria a suonare, a cantare, recitare, scrivere. La vita è vocazione e rispondere non è costrizione: è la libertà che trova la sua casa: questa è la mia casa. Quale gioia quando mi dissero "Andremo alla casa del Signore" - dice il salmo - e ora i nostri passi sono davanti alle tue porte, Gerusalemme. Significa trovarsi nel luogo che ti è più adatto, quello dove tocchi con mano la felicità e la piena realizzazione del tuo essere.
Allora il tuo cuore non è più inquieto: è solo ansioso di entrare nelle stanze che sono state preparate per lui; è trepidante perché sa che quello è il posto dove trova la sua gioia, la sua pace il suo riposo.
Chiudo la giornata con lo stesso pensiero con cui in realtà l'ho aperto. Quando vedo certe storie di totale dedizione alla propria casa, alla propria vocazione non posso non pensare a quali grandi cose sono possibili all'uomo, fatto poco meno degli angeli, coronato di gloria e di onore. Tutto è posto sotto i suoi piedi, che volano, agili come quelli delle cerve quando imparano a capire dove andare, grazie ad un richiamo e ad una voce, anche se lontana, talora, o invece interiore e profonda, udibile solo ai nostri orecchi.