Credo davvero che l'uomo sia molto meno buono e pietoso del suo Dio, di cui peraltro è popolo e gregge del suo pascolo.
E' come se la storia del debitore cui viene condonato un debito e non per questo diventi più comprensivo e misericordioso con quelli che, a loro volta, sono debitori nei suoi confronti; non smettesse mai di ripetersi.
Forse perché è nel cuore dell'uomo, come la dimenticanza.
Ma se la dimenticanza è un vuoto - e lo è - rispetto ad una pienezza; ecco che l'uomo stesso, incapace di fare memoria, è in proporzione non solo meno memore di Dio ma ne è anche infinitamente meno buono.
Basta il riguardo che si avrà per una decina di giusti - fosse anche uno solo - perché quella città non sia divorata dalle fiamme.
Non c'è nessuno di noi che non porti con sé infermità e malattie d'ogni genere, dentro e fuori di sé, il che non toglie che l'amor di Dio resti comunque come il suo sigillo su quel figlio. Egli continua ad essere suo figlio, in ogni caso, per quanto ferito.
Ciascuno può guardarsi allo specchio e vedere - come un Dorian Gray qualsiasi - quel che c'è in lui. Nei suoi occhi ci sono non solo "vallate col sole più caldo che c'è e torrenti d'acqua chiara": Ci sono voragini e strapiombi, abissi terribili, "un'orrida regione" in cui pure non ci è stato detto di andare a vivere, ma dove pure ci siamo andati a rifugiare, a nascondere, per non essere mai più visti: da Lui che avrebbe pianto, vedendoci in quello stato; e illudendoci che almeno là non ci potesse vedere e che non fosse dappertutto. Nascondendoci dagli altri, infine, quelli che non vivono con noi in quella terra dell'orrore.
E lui è così tanto dappertutto - persino tra quei dirupi - che non solo alla fine se ne coglie la presenza persino in quell'orrore; ma che da quell'orrore stesso si può uscire, guardando a Lui, essere d'improvviso e un po' alla volta raggianti, andare a vivere altrove.
Senza contare, che dietro qualsiasi orrore è comunque rinvenibile il suo viso, il suo tratto e il suo amore, la nostalgia per quell'amore che non abbiamo ritrovato mai più e che pure di tanto in tanto, traspare in qualche gesto gentile, in un sorriso, in una lacrima, in una incontrollata generosità del gesto e del tratto: Dio c'è, anche dove non crederemmo mai di trovarlo.
Se non fosse amore, ci avrebbe lasciato bruciare e morire e ci avrebbe cancellati dalla sua memoria; cosicché, mentre noi disperatamente cerchiamo di cancellarlo dalla nostra, Egli continua a tenerci nella Sua, sperando che essa basti a ridestar la nostra e le nostre oscurità, le nostre rocce.
Non caddero lapilli e tizzoni ardenti su di noi quando eravamo là; non caddero le pareti del cielo e quelle dei monti sulle nostre teste, mentre come selvaggi popolavamo la terra di Gog e Magog, agli estremi confini dell'esistenza; e non venne giù il firmamento delle stelle sul nostro capo perché sopravvivessero solo i buoni, benché per tanti, restare in vita - in quella vita -, somigliò a qualcosa di più terribile della morte.
E si trattò sempre di un qualcosa in meno della vita, di una incompletezza, noi lo chiamiamo "male", che sceglievamo però, pur potendo avere di più, in cambio.
Scegliemmo di non vivere: ma non ci fu tolta la vita.
Forse perché infinitamente misericordioso e pieno di speranza è il Padre che popola i cieli e la terra.
E' noto che un uomo, meno di un uomo ma per sua scelta, cominciò ottant'anni fa la sua operazione di sterminio, col concedere una "morte pietosa" agli incurabili", ed è noto che egli intendeva estendere il programma di eutanasia ai tedeschi "geneticamente imperfetti" (cardiopatici e tubercolotici). Ma, a parte ciò, è evidente che questo tipo di sterminio può essere diretto contro qualsiasi gruppo, e che il principio con cui viene effettuata la selezione dipende esclusivamente dalle circostanze. Non è affatto escluso che nell'economia automatizzata di un futuro non troppo lontano gli uomini siano tentati di sterminare tutti coloro il cui quoziente di intelligenza sia al di sotto di un certo livello. (Arendt).
Talora sembra che quel "futuro non troppo lontano" sia già alle porte o sia addirittura già arrivato: che la selezione che Dio non fa mai nei confronti di nessuno, gli uomini siano già disposti a farla: scegliendosi figli e caratteristiche genetiche che rendano la vita "degna" di essere vissuta, gettando via tutto il "materiale genetico" che non risponda alle sue esigenze.
Mentre, già mille volte ha messo al bando e selezionato, senza appello, condannandolo a bruciare, perché privo di misericordia e di speranza, chi - pure ferito - era pur sempre figlio dello stesso Padre.
E questo mi chiedo ancora se Dio lo perdoni.