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Nessun suono di tromba

Pubblicato da enzo cilento su 12 Maggio 2013, 04:38am

Ascendere al cielo, ma senza acclamazioni, senza suoni di tromba e senza inni intonati con arte da nessuno, senza processioni di citaredi e senza che alcuno batta le mani, come invece canta il Salmo 46; perché oggi non è tempo di fare festa, né in cielo né in terra, di fronte allo sfacelo della Storia.

Il Cristo sceso sulla terra non solo non ha ritrovato la fede che temeva peraltro si sarebbe persa, ma ha trovato un uomo instupidito; reso sordo e muto, incapace di ascoltare e incapace di comunicare; lo ha trovato sommerso dal nulla, come in una sala da oppio, come il De Niro del C'era una volta in America, "bevo e fumo per dimenticare".

Milioni di libri abbandonati negli scantinati, opere d'arte dimenticate, il Creato stesso; e poi un analfabetismo di ritorno; l'istupidimento davanti al video che proietta nulla, come quando manca la sintonizzazione, cade il satellite e non resta che la scritta "nessun segnale". Nessun segnale infatti, neppure sul monitor dell'elettroencefalogramma: piatto. Mentre il cuore stesso si è raggelato e le lacrime sono diventate vitree e di cristallo, come quelle delle bambole e delle brutte statue di Gesù, riprodotte in gesso, una uguale all'altra, in serie, per adornare i giardini degli automi, assieme a Biancaneve e i sette nani della Disney, come la Sirenetta della Fontana dei pesciolini, muti.

Asceso al cielo, con gli occhi lassù, lasciando tutti con un palmo di naso e con la speranza di rivederlo, di non dimenticarlo; molti speravano che prima o poi avrebbe mandato qualche cartolina, una mail, un messaggio dallo spazio e invece il tempo è passato: ha inviato al suo posto qualche amico, qualcuno anche di valore ma - come era previsto - lo hanno preso a calci e lo hanno rispedito al mittente: "che cavolo vuole questo padrone che non si fa vedere? E' tornato qui per comandare." - si sono detti; ed hanno agito di conseguenza: lo hanno rispedito da dove era venuto e qualcuno lo hanno pure ammazzato e fatto a pezzi, e non solo metaforicamente.

Adesso che s'è sparsa voce che il Cristo scende daccapo, hanno rimesso su quella banda di paese (in città hanno rimesso su l'Accademia e la Filarmonica) e fanno prove musicali e di coreografia che neppure Strehler e il balletto del Bolscioi, per dimostrare che il cuore in festa, tutta la città partecipa, sindaco in testa e primo ministro, anche se la cosa puzza di bruciato.

La verità è che a lui non sfugge niente: li ha visti i fuochi finanziati dalla malavita e gli omaggi da rendere al balcone dei potenti: "io non ci vengo in processione con voi" - ha detto - benché lo dicesse con la morte nel cuore.

Sa bene che in genere non sanno quello che fanno e che quindi andrebbero perdonati, ma sa pure che altri sanno benissimo e questi sono senza scuse. "Non voglio questi sponsor" - ha detto stizzito prima di decidere se non fosse il caso di tornarsene via.

Eppure ce n'è un paio, di uomini, una minoranza irrilevante, con i quali il contatto non è mai interrotto: un paio per cui la festa è sempre; e il volo è una intima unione, un'Ascensione continua, per quanto ignorata e faticosa.

Sanno bene anche loro che saranno presi a calci, lo sono già in effetti, ma fosse anche solo per quei due una volta ogni tanto un collegamento in video non si può negare.

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