"Nei vari generi di vita e nei vari compiti una unica santità è coltivata da quanti sono mossi dallo Spirito di Dio e, obbedienti alla voce del Padre e adorando in spirito e verità Dio Padre, camminano al seguito del Cristo povero, umile e carico della croce, per meritare di essere partecipi della sua gloria. Ognuno secondo i propri doni e uffici deve senza indugi avanzare per la via della fede viva, la quale accende la speranza e opera per mezzo della carità" 41- Lumen Gentium
Ho scelto questo passo così denso della Costituzione "Lumen Gentium" perché è proprio questa unica santità a cui siamo chiamati tutti, senza eccezione di stato e di condizione, e ciascuno camminando al seguito del Cristo povero, umile e carico della Croce, che spesso fa specie, disorienta e spiazza.
Tutti chiamati alla santità, dunque: anche i ragazzi che incontravo in parrocchia in preparazione della Cresima; anche loro con tutti i dubbi e i turbamenti dell'adolescenza o della giovane età; con l'istinto e l'impulso dei vent'anni; con l'aggressività del giovane che vuol farsi strada nella vita e che vuole diventare un punto di riferimento, ricco magari, benestante, in grado di possedere questo e quello: di mangiarsi in un sol boccone il mondo.
Ma la vostra felicità, cioè la vostra santità passa anche attraverso la decantazione di certi miti; e per voi, come per tutti, c'è una felicità piena che nessun tarlo corrode e nessuna invidia ed arrivismo è in grado di far crollare.
Un padre di famiglia, una madre, una persona sola; chiunque è chiamato ad essere bello e santo come lo è il Padre vostro che è santo. Non c'è errore, non c'è peccato, non c'è lebbra, malattia e tristezza che vi possa autorizzare a pensare che quella pienezza non sia anche per voi; per tutti.
E questa fede è la radice della stessa carità che rivolgiamo a chiunque ci incontri, perché chiunque ci incontri possa credere che quella santità in ogni caso non gli è preclusa, che sotto qualsiasi stato e condizione è possibile approdare a ciò a cui siamo attesi, una condizione di pienezza che si realizza nella pienezza di cui siamo parte, il corpo stesso di Cristo, il suo mistico corpo. Ovunque voi siate, ne siete parte.
E da ovunque veniate, Cristo vi sta aspettando: voi, proprio voi.
San Paolo lo spiega splendidamente ricordando il nostro rapporto con la mondanità: viviamo tutto "come se non fosse", cioè immersi nella nostra specifica realtà ma consapevoli che non da quella deriva la nostra realizzazione. La santità è sempre una liberazione dalla dipendenza: anche dal credere che la nostra realizzazione derivi in toto dal mondo in cui pure operiamo con impegno e con coraggio.
Tutti siamo chiamati a questa libertà di spirito e a tutti lo spirito offre la possibilità di vivere questa dolce consapevolezza.
La nostra stirpe regale non dipende dal trono dei nostri successi ma dallo spirito con cui affrontiamo eventualmente le mete raggiunte e quelle mancate. almeno da questa parte della vita.