Mi ero riproposto di non intervenire su quello che adesso è l'argomento del giorno - web e giornali impazzano intanto - però forse due parole proprio non riesco a trattenerle.
Mi ricordo quando ho ricevuto la notizia dell'attacco alle Torri Gemelle, l'11 settembre del 2001: mi ricordo dov'ero, a casa a Roma a studiare; che ero da solo; chi mi ha chiamato per avvertirmi, la mia reazione (mia sorella lavorava a due isolati di distanza a New York). E ricordo il panico successivo.
Per la notizia di oggi - fatti salvi alcuni aspetti differenti legati alla diversa pietà umana ed alla solidarietà con le vittime - sono certe che sarà lo stesso: magari tra dieci anni - se sarò ancora dei nostri - ricorderò egualmente tutti i particolari.
La notizia mi è stata data intorno alle 13,30, a tavola, da mia cognata, con un'aria un po' trionfante e provocatoria (è evangelica!) come a dire "hai visto un po' sto' Papa?"; la cosa mi ha colto impreparato, ho dato la colpa della bufala ai miei colleghi giornalisti; ho scommesso che non fosse vero; ho guardato un po' di traverso la provocatrice di turno. In effetti era imprevedibilmente vero, così come era assolutamente prevedibile e il tono di chi mi aveva fornito la notizia e il commento - non quello ufficiale - di tanti miei conoscenti, con l'inevitabile via alle insinuazioni ed una malcelata soddisfazione. La verità è che Papa Ratzinger non ha raccolto solo consensi ma questo non significa nulla, anzi!
Dopo sei secoli insomma torna l'istituto delle dimissioni, proprio in questo Paese dove nessuno si dimette, e il Papato può essere visto o come davanti ad un bivio storico o come di fronte ad una prova di grande maturità e responsabilità, Mi dispiace solo che, come sempre, ad una intenzione che parrebbe buona, faccia seguito lo sport delle illazioni e delle facili ironie che purtroppo d'ora in poi ci toccherà sopportare.
Dopo la morte improvvisa di Papa Luciani, ecco un altro bell'argomento a disposizione di colore che non amano la cattedra di San Pietro, a portata di mano. In un clima di complottismo e di misteri da svelare (vedi Dan Brown e compagni), già immagino che se Luciani è stato vittima di un avvelenamento, Ratzinger lo è stato di certo di un ricatto (mi è stato già riferita anche questa). Ecco, solo questo mi sarei volentieri risparmiato (spero tanto che Vespa non ci ricami del suo) e questo solo rimprovero a questo gesto che peraltro mi sembra del tutto apprezzabile nelle intenzioni: servire la Chiesa fin quando si è in grado di offrire ciò di cui la Chiesa e il mondo hanno bisogno, anche se per qualcuno - vedi il segretario personale di Giovanni Paolo II- il miglior servizio sarebbe stato quello di non scendere dalla croce.
Sicuro che dimettersi non sia abbracciarla tutta intera la croce, con tutte le illazioni, le congetture, il riconoscimento del proprio limite ed infine le facili ironie che ne accompagnano la scelta? Di questo saranno in grado di dire meglio solo le future generazioni: quello che potremo dire noi è che quel giorno, alle 13 circa siamo venuti a saperlo, eravamo a tavola con tizio e caio e che quel tale ha dato inizio alla sarabanda delle insinuazioni. C'è chi si diverte così.
Arrivederci Papa Ratzinger. Noi ti vogliamo ancora bene.