Non mi stupisce il fatto che, tornando alla fede cristiana, il primo luogo del mio incontro sia stato quello dell'arte e di quella letteraria soprattutto. Dopotutto è questa la costante della mia vita: laureato in lettere, lettore tenace, innamorato della parola e della scrittura, poi giornalista, autore di teatro, persino impegnato per qualche tempo a insegnar lettere. In quale luogo Dio poteva trovare radici per me se non nella Parola?
E infatti ricordo tra i primi brividi di questo nuovo incontro le pagine di Dostoevskij, I Fratelli Karamazov soprattutto, dove nelle parole di Zosima e della comunità monastica ortodossa, nel suo atteggiamento di sequela, io sentivo vibrare dentro di me una forza antica, un fascino indimenticabile, una voce bella come e più di sempre.
Così mi tuffai ovunque mi sembrava che quell'eco si sentisse: cominciai a frequentare come un appuntamento anche la Parola di Dio per eccellenza, la Bibbia, pur non possedendo gli strumenti per comprenderla appieno.
Ecco, la parola, il fascino di sentirsi spiegare e raccontare qualcosa che tocca la profondità del tuo essere. A volte ho proprio questa sensazione di un dialogo che passa attraverso il libro, un linguaggio, delle parole, vita oltretutto, perchè non si fermano nè a poesia nè a solo racconto: sono una chiave di lettura vivibile, intendo.
E così, io che ho trascorso tutta la vita a cercare la bella espressione da scrivere e da leggere, in tutti i giganti della letteratura mondiale, mi sono trovato ad ascoltare parole meravigliose tra le righe di una storia e di un libro che avevo sempre sottovalutato.
Sono certo che Dio ci parli solo nel linguaggio che conosciamo mentre ci prepara ad apprenderne un altro e mille altri ancora. Il mio linguaggio era quello della letteratura e dell'arte. E' là che si è fatto trovare: come sempre al posto giusto, nel momento giusto.
Auguro a tutti di sentirlo presente laddove siete abituate a porvi in ascolto, a casa vostra, perchè vi sentiate a vostro agio, tra cose note, per scoprirne di nuove e per comprendere che persino ciò che ci sembrava noto e trasparente non lo era.