Ad Abramo fu chiesto di metterlo a disposizione quel figlio, Isacco, avuto a cent'anni.
A ciascuno di noi, quasi ogni giorno viene chiesto lo stesso. "Ma io questo figlio l'ho desiderato come il pane!" - protestiamo noi.
E invece ogni volta, eccoci qua a dover rendere disponibile ciò a cui il nostro cuore era più attaccato. Forse perché non fosse più attaccato a niente: perché nulla venisse anteposto a Cristo, che nulla antepose al dare.
E dire che di figli e di talenti ne aveva in gran quantità. Gli venivano chiesti tutti, immagino. Un re che si fa mettere un bella corona di spine; un Messia che non salva se stesso; un Signore dell'universo che subisce le sciocche leggi dell'uomo; un Figlio di Dio trattato come il figlio di un falegname qualsiasi; un'Intelligenza totale bollata di follia; Dio sputato e deriso, scartato a favore di un ladrone, Barabba. Bah!
Tutto in campo dunque.
E' come se ad uno che sa cantare e recitare in teatro chiedessero di far per sempre le pulizie in sala; allo statista ed all'intellettuale di imparare le tabelline; ad un genio di occuparsi di estirpare le ortiche dall'orto.
Alcuni lo fanno infatti e non se ne dolgono.
Salgono sul monte per compiere il proprio bel sacrificio: sul piatto ci mettono tutta la loro vita ed il loro sapere. Nella cintura tengono il coltello che servirà a spezzare il cordone che tiene legato il loro cuore a tutto questo e a tutti gli altri desideri che vien loro chiesto di mettere a disposizione.
Non so, invero, se Abramo, offrendo il figlio dei cent'anni, avesse il volto lieto perché ogni dono ed ogni voto va fatto in letizia. Credo che vi fosse una grande fede, ma anche un gran dolore nel contempo, pensando che gli venisse chiesto e che ciò avesse un senso.
Crederlo doveva renderlo un po' più sereno: non so se felice. Isacco, proprio Isacco che aveva tanto desiderato doveva uccidere. Perché noi io, piuttosto?
E per questo non aveva dormito tutta notte prima di salire con lui sul monte del sacrificio, appunto. Lo farò per obbedienza - immagino che si sia detto - pur non comprendendo questo Dio che ad un tratto gli sembrava esigente e geloso. Come sarebbero andati avanti lui e la sua vecchia privati del frutto generoso della loro senilità? Solo con la Grazia di Dio e la sua forza - gli veniva da pensare - ma pensandoci dubitava di potercela fare.
Ma un uomo che, per fede, era partito per andare laddove neppure sapeva fosse diretto, quell'uomo, per fede, poteva anche mettere a disposizione il frutto delle viscere sue, addolorato e affranto, stanco, una volta in cima alla montagna destinata al sacrificio. E con una gioia che era solo un atto di fede, una speranza, riposta però in grembo in chi fino ad allora gli aveva concesso oltre ogni sua speranza.
Fu per questo che sarebbe diventato il padre di tanti figli, di tante nazioni, lui che temette di restare senza figli dopo aver perso quello, l'unico, giunto nel bel mezzo della sua vecchiaia.
Non possiamo non chiederci che cosa ci tocchi oggi mettere a disposizione di questo patto di fedeltà.
E non possiamo fare a meno di interrogarci sul perché questo patto abbia così tante volte bisogno di essere messo alla prova.
Poi, chissà: verrà il tempo in cui non ci verrà più chiesto nulla da mettere sul piatto. E avremo nostalgia di quando, per dimostrare il nostro amore, avremmo volentieri messo ogni cosa a disposizione pur di dimostrare il nostro amore.