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Il passo delle alture

Pubblicato da enzo cilento su 10 Maggio 2013, 05:03am

Nel suo Cantico, il profeta Abacuc scrive : "Il Signore è la mia forza, egli rende i miei piedi come quelli delle cerve e sulle alture mi fa camminare".

Il che oltretutto, oltre ad essere un'immagine suggestiva, è l'esperienza che talvolta si può provare quando ci si scopre a correre sulle alture, guardando lontano l'orizzonte, come all'aurora, mentre di sotto si apre sterminato la spazio della pianura e delle gole, delle abetaie e dei dirupi, dei fiumi e dei paesi accovacciati sotto lo sperone.

Stare così in alto eppure stare così dentro le cose, sapere che in quelle rocce c'è vita che ferve e freme; che ovunque si nasconde, credo, l'opera della creazione, persino nelle piccole creature degli anfratti e delle gole; che nelle tane c'è respiro e che in quelle case, laggiù, ci sono gli uomini che dormono o vegliano invece, l'odor del latte e del caffè, l'odor di casa e di stalle: che ovunque c'è quel che Dio ha voluto, in specie l'uomo, a sua immagine e somiglianza, l'uomo portato a spingersi fin sulle alture, con il passo delle cerve, perché ovunque sia portata l'immagine e il volto di Dio che in lui si è rispecchiato, al punto da prenderne egli stesso il corpo e le sembianze, persino le gambe svelte ed agili, come quelle delle cerve.

Arrivare sulle alture non significa per le cerve fuggire dal branco e neppure dalle fiere; significa ricordare il cammino percorso, portare negli occhi e nella memoria la strada compiuta, l'ansia e il respiro corto, l'affanno, i dirupi, gli sprofondi, il terrore della notte e come intuire che non c'è altra strada - per nessuno - che quella: che sulle alture ci si arriva attraverso mille passi e fossi, ma con una idea in mente, nelle gambe, anzi una Compagnia.

Le cerve ora guardano quella distesa da cui sono partite e sanno che per tutti c'è la possibilità di salire, di scoprirsi piedi veloci e resistenza e fiato; che - come nel Vangelo di oggi - la gioia dopo il parto sarà enorme, pur dovendo attraversare il dolore di ogni travaglio. Che la vita è fatica e pena, parto, ma che conduce a casa.

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