Sono ancora convinto di fare la cosa giusta ad aspettare che la mia vita possa cambiare e guarire: ogni giorno. Anzi il cambiamento e la guarigione non smettono mai di essere: in ogni momento si deve guarire e pensare di cambiare. E' questo ciò che tiene in piedi la nostra stessa vita. Di certo, confidando nell'aiuto di quel Dio in cui crediamo, e poi dandoci da fare perché tutto ciò che facciamo non solo abbia un sapore diverso, ma sia per certi versi diverso da ieri. Non chiedetemi come si faccia.
Ricordo che i primi temi in cui mi affacciavo a questa mia "seconda vita", uscivo presto al mattino per andare a correre. La strada che portava al parco era un lungo vialone che guardava a Oriente e di là vedevo salire su all'orizzonte il sole. Era talmente forte che ne restavo abbagliato. Per me era un segno dell'amore nuovo che circondava la mia vita. Sono stati momenti indimenticabili. Ancora adesso il mattino, l'alba, il nascere del sole, per me restano una promessa dolcissima. Non voglio in alcun modo che diventi un peso ed un'ansia, una minaccia addirittura. Non sempre sarà così. Il quotidiano ha le sue cupezze.
Chiedo di avere la pazienza di saper guarire la mia ansia di novità eclatanti e la fermezza e la semplicità di saperle individuare in ogni cosa. Saperla anche ricostruire questa novità, individuarla nelle novità quotidiane che ci circondano. Temo di cadere nello sdolcinato: ma è il nuovo l'albero che mette i frutti in primavera; il caffè preso con un amico; le due parole al bar, l'incontro, il silenzio, il canto di un uccello, scrivere nel mio blog che nessuno legge, scoprire nel libro che leggo cose nuove e vecchie, un progetto.
Il dono della novità il dono dello stupore: ecco il primo miracolo del mattino, il sole che sorge, la prima guarigione. Si guarisce dando senso alla vita, ai suoi singoli atti. Confidando che nulla sarà esattamente come ieri e come un attimo fa: nonostante le apparenze.
Va' dunque - dice Gesù al funzionario del re - guarda che tua figlio vive. Vive perché respira, ha occhi aperti per guardare e per sentire la tua voce.