"Fino a quando vivrà il figlio di Iesse, disse, il tuo regno non avrà sicurezza (cfr. 1Sam 20,31) - vomitava veleno Saul, su Gionata, invaghito del valore e della lealtà di Davide, da cui fu subito conquistato; insinuando così, che quel giovane lo avrebbe tradito, lo avrebbe spodestato.
Ma l'amicizia forse queste cose non le vede: non le vuole neppure ascoltare; neppure prenderle in considerazione.
Come ogni forma di "filia", ogni specie di amore, l'amicizia ha occhi innocenti e cuore puro e non crede a queste cose; anche qualora ci fosse chi volesse inocularti l'odio e farti provare l'amarezza per cui "io per poco non inciampavo e quasi vacillavano i miei piedi". E della cosa, mio Dio, mi sento in colpa: fino a provarne vergogna; fino a non sentirmi neppur più degno della tua amicizia.
E' il dubbio, né sistematico, né metodico, solo strumentale; il dubbio che separa, quasi un diabolico inganno. "Lui ti è nemico" - ti rimbomba.
E' ciò che ci allontana insomma: anche da Dio, facendoci infine sentir persino indegni di stargli ancora a fianco, di essergli ancora amici, dopo, per il solo fatto di averne dubitato, anche se solo per un attimo: per vergogna e per rimorso.
Ahinoi e i sensi di colpa!
"Signore, non son degno di partecipare alla tua festa...". - e ce ne stiamo a parte.
Mentre basta che tu dica un parola - conclude l'invocazione: perché tutto è così umano; persino perdonabile. Tutto così normale, se c'è chi ti suggerisce di dubitare, sempre.
Ed è facile farti insospettire; perché difatti la vita è piena di quelli che han successo e i cui occhi "sporgono dal grasso" e dal cui cuore "escono follie"; quelli che "scherniscono e parlano con malizia, parlano dall'alto con prepotenza. Aprono la loro bocca fino al cielo e la loro lingua percorre la terra. Perciò il popolo li segue e beve la loro acqua in abbondanza" (Slamo 72).
Fatto sta che quell'acqua è mefitica, però, e puzza da lontano; è acqua putrida e melmosa nella quale affondano tutti i tuoi buoni sentimenti, tutte le cose che pure ti hanno insegnato e ricominci ad esser diffidente: nessuno ti è amico, dopo aver bevuto quell'acqua, dopo averne sorbito il fondo.
Il cuore è amareggiato allora, i reni trafitti dal dolore, fino a farti rischiare di divenire insensato, di farti ribellare come una bestia ferita.
C'è da ringraziare Dio, se giunge allora il suono di una voce amica: "Io sono sempre con te: tu mi hai preso per la mano destra".
E' vero: sembrano aver vinto, per un attimo, le insinuazioni dei profeti falsi e dei delatori; e può venir meno allora "la mia carne e il mio cuore"; ma è allora che "Dio è roccia del mio cuore, mia parte per sempre", amico mio che non mi ha tradito e che non ha mai voluto privarmi della vita.