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Guai agli imprudenti

Pubblicato da enzo cilento su 4 Giugno 2013, 04:55am

Vennero e gli dissero: “Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno , ma insegni la via di Dio secondo verità. E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?” Ma egli conosceva la loro ipocrisia…

Quante volte non dobbiamo fare i conti con il raggiro delle parole e con le trappole che ci tendono, ascoltando le nostre parole per usarle contro di noi.

Le loro parole sono più untuose del burro – diceva già il salmista – come dire che l’ipocrisia, la doppiezza è nel cuore dell’uomo da sempre, più subdola e raffinata, certo, quanto più alto è il livello sociale e culturale nel quale ci si imbatte; ma presente ovunque, persino nella trappola che il regno tesse per la sua preda.

Ci adulano dicendoci che è ben nota la nostra sincerità (sei veritiero) e non c’è nulla di più pericoloso e di più subdolo che mettere in campo la nostra onestà per farci cadere: sei onesto, come potrei non esserlo anch’io? – sembrano dire.

E tutto il chiacchiericcio successivo scivola veloce in questa premessa che fa abbassare le nostre difese. "Tu non hai soggezione di nessuno, non guardi in faccia a nessuno e insegni la via di Dio secondo verità" – come se in quel contesto, per loro, la via di Dio avesse un suo peso. Non ne ha alcuno invece, perché le vie di Dio sono in piena luce così come quelle che stanno tracciando per la nostra dabbenaggine sono totalmente nelle tenebre; mentre non aver soggezione e non guardare in faccia a nessuno è proprio dell’onesto ma lo è ancor di più del disonesto, che i suoi imbrogli li fa non appena gli è possibile e non guarda in faccia perché, come ogni imbroglione, guarda altrove per non essere scoperto.

Guarda al suo obiettivo e basta.

Bisogna conoscerla e riconoscerla questa ipocrisia, perché la prudenza è una virtù grande dove trionfano i lupi e i malvagi e dove i disegni dei malvagi sono fatti apposta perché il giusto diventi come loro e reagisca alla violenza con l’odio il risentimento il rancore e la violenza. “Non resterà lo scettro dei malvagi sull’eredità dei giusti, perché i giusti non tendano le mani a compiere il male. Sii buono, Signore, con i buoni e con i retti di cuore” – ricorda il Salmo 124.

Il resto viene da sé: quel tributo da pagare è il tributo da pagare alla malafede e si chiama appunto prudenza e circospezione.

I buoni non vorrebbero usarle quelle armi perché credono all’intima bontà dell’uomo – come diceva Anna Frank – ma il Signore di Questo Mondo, il furbo, l’ipocrita, l’insincero, chi dissemina trappole lungo la tua strada ti impone di metterle in uso e questo tributo va proprio pagato. C’è poco da fare. Il mondo dei buoni non è ancora qui.

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