Sul far della sera, una meravigliosa serata di primavera mentre qui la natura si sta risvegliando e da qualche giorno è tutto uno sbocciare di germogli e gemme, mi viene da dire "grazie" perché solo la bellezza continua a tenerci in vita, a stupirci.
Tempo fa ho regalato a mia sorella un libro di un'autrice francese, un best seller, che elencava le cose belle per cui vale la pena vivere.
Ce ne sono tante, nella vita di tutti, ma più di ogni altra cosa, condizione indispensabile perché queste si apprezzino è la capacità di stupirsi, che è poi un dono per il quale si può continuare a pregare, a chiedere, a sperare.
In una sola settimana, in una sola giornata, quante ne riusciamo a vedere di cose per cui valga la pena vivere e per cui stupirsi, tanto che ci si meraviglia che se ne provi piacere?
Una settimana fa ero ad Assisi ed è stato molto bello raccontarsi e ascoltare, vivere una certa comunione con altri;
ho veduto mia mamma al mio fianco in chiesa e le ho sentito dire per la prima volta che sarebbe stata contenta se qualcuno mi avesse aiutato a trovare la via per seguire il desiderio del mio cuore;
ho visto dei giovani ascoltarmi durante un incontro di preparazione per cui ho quasi improvvisato;
ho sentito le parole di chi mi ha detto per così dire "resta con noi", l'abbiamo sperato;
ho corso tra gli alberi e i in campagna, sulla spiaggia, vedendo tutto attorno quello sbocciare della primavera;
ho ricevuto l'invito di altri fratelli ancora a stare con loro, al loro fianco;
ho mangiato il pane caldo la mattina e la marmellata fatta in casa;
ho vissuto, pur in tutta la mia miseria, la fedeltà alla preghiera con il mio Maestro;
perché vado a dormire e subito mi addormento. Tu solo al sicuro mi fai riposare - come dice il salmista.
C'è la fatica e c'è l'incredulità: sempre.
Ma forse è proprio per quello che è ancora più grande lo stupore.