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Del vento e di altre correnti

Pubblicato da Enzo cilento su 9 Aprile 2013, 04:39am

Ogni mattina verrebbe voglia - finché è possibile - che la vita fosse una nuova vita e forse, per certi aspetti, ogni mattina nuova è una vita nuova indubbiamente, pur nella sua inevitabile ripetitività.

Ora, perché la vita sia nuova occorre che l'accompagni quella buona dose di creatività e di immaginazione che sarebbe bello se accompagnasse le nostre cose ogni volta: fondamentalmente uno spirito nuovo, per così dire, operazione non così meccanica a dire il vero, perché la stanchezza spesso è davvero la compagna di ogni nuovo risveglio.

Esistono vari manuali in giro che vorrebbero insegnarti come fare: "metti sul frigo la dieta da cominciare oggi"; "chiama quel tuo amico che non senti da tempo"; "decidi di cambiare look". Come se fosse così semplice. L'amico non risponde al telefono; la dieta non la cominci perché il tempo per la spesa non ce l'hai e il nuovo look non cambia di molto le cose (oltre a costarti un occhio della testa), mentre - grazie al cielo - neppure l'oroscopo funziona.

E lo spirito nuovo? Quello non si compra. Esso soffia dove vuole - dice Gesù nel Vangelo di Giovanni (Gv. 3, 7-15) e noi non è che possiamo inseguirlo come un alito di vento.

Certo è che solo di là è possibile rinascere, "nascere dall'alto", per tornare allo stesso passo; e va bene che ci sembra un'ingiustizia che non sempre ci capiti di avere lo spirito giusto e che piuttosto che dall'alto, esso ci trovi sprofondati in basso, dietro i problemi quotidiani, il pane quotidiano e le beghe di condominio, le difficoltà delle spese e del traffico e tutto il resto, ma insomma non è che possiamo attingere granché ai manuali di sopravvivenza per trovarlo questo spirito nuovo che ci faccia nascere ogni giorno come l'erba dei campi, fresca e verde, appena bagnata dalla rugiada: così non è.

Credere che non dipenda sostanzialmente da noi è però già un buon passo: ti risparmia i soldi dei manuali inutili e del look da rifare, per esempio, e forse ti fa chiedere se non sia il caso anche di prenderti quella fatica quotidiana come salutare, una sorta di medicina inevitabile, un cachet, che proprio non ti fa fare i salti di gioia a prenderlo però in fin dei conti ti serve se non vuoi soffrire per i prossimi tre giorni di terribili nausee.

Non risolve tutto ma insomma ti fa essere più paziente, per dire!

La verità è che per cogliere la novità della vita, il fatto che sia sempre rinnovabile e sempre significativa, occorre che la si guardi da una prospettiva più alta, appunto: complessiva. Come se, solo salito sull'Empire State Building, riesci a vedere tutto il panorama di New York e persino pezzi del New Jersey, il mare oltre i grattacieli. Solo in un'ottica che parte dall'alto, complessiva, quasi sempre a posteriori, si riesce a cogliere quel senso che hanno anche le giornate grigie, i gesti ripetitivi e le noie quotidiane, la stanca e spesso non esaltante immagine giornaliera del lavoro, dei figli, della moglie, del marito, del servizio pastorale, di tutto.

Si passa sempre di là, attraverso quel grigiore, per giungere al piacere di cogliere il complessivo disegno della propria vita: un matrimonio riuscito, un lavoro soddisfacente, un ministero ben speso, una vita investita nel modo giusto, senza andar dietro a qualsiasi novità ingannevole e fittizia, direbbe S. Paolo, "dietro ogni vento di dottrina", tanto che alla fine cercando di cogliere ogni giorno la novità perdessimo di vista l'insieme di tutti quei giorni messi uno dopo l'altro e che sono la nostra vita.

Così che forse in questo senso non solo il vento soffia effettivamente dove vuole, ma in certa misura possiamo individuarne la lettura: un po' come i meteorologi che dalla corrente prevedono il tempo, che sanno che inevitabilmente ci sarà inverno e primavera, perturbazioni e pioggia, neve e grandine, ghiaccio gelo e brina, ciclicamente, col mutare delle stagioni, in un sapiente e provvidenziale alternarsi dei giorni e delle condizioni, ogni giorno un giorno nuovo e diverso; e al tempo stesso ogni giorno un giorno fatto per essere quello giusto prima di domani, nato dall'alto appunto, come quel po' di sapienza che ce lo sta facendo imparare.

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