Il 100° messaggio affidato al blog meriterebbe una riflessione che però voglio sia la più leggera e leggibile possibile. In questo lungo periodo di discernimento spesso sono stato invitato più o meno inconsapevolmente a volare basso, in nome della modestia e della prudenza, eppure in me si va facendo sempre più strada la consapevolezza che non questo ci venga chiesto, pur non abbandonando una certa cautela. Sono certo infatti che all'uomo vengano chieste grandi cose, come quelle che l'Onnipotente fa nella vita di ciascuno di noi: saper prendere decisioni talora forti e radicali, un po' qui e un po' là, il che alla fine si riflette su una sostanziale insoddisfazione di noi stessi. Consapevoli certo di non essere gli unici protagonisti delle nostre scelte, delle nostre intuizioni, delle nostre ispirazioni, pure dobbiamo volare alti, laddove il Signore ha posto l'uomo, redento da Lui.
Mi sono piegato - e non dico che sia stato del tutto un male - a questa circospezione attenta e misurata in questi mesi; ma di Cristo è proprio la radicalità che mi ha sempre conquistato. Cristo cambia le vite, le rende nuove, irriconoscibili, le rende giovani: e questo mi ha fatto innamorare di Lui. Altre chiavi di lettura lo impoveriscono.
Di questo cambiamento radicale ha bisogno ogni uomo, di un cuore nuovo, di uno spirito nuovo, di un rinnovato atto di fede e di coraggio. Chi conosce Cristo, lo riconosce dalla totalità del suo amore. Questo è il Cristo che cambia il mondo.