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Bracci come ali

Pubblicato da enzo cilento su 16 Maggio 2013, 04:24am

Souvent, pour s'amuser, les hommes d'équipage. Prennent des albatros, vastes oiseaux des mers,

Ho deciso e sentito - come per impegno preso - che dovevo continuarlo questo discorso stamattina. Perché ogni Cristo sulla terra è albatros se vola e se lo vogliono abbattere, il Maligno lo chiamano colui che mira, mediocrità e pochezza, terrenità che in basso batte l'ali - direbbe Dante. Chi dietro a iura e chi ad amforismi se giva... - continua il poeta di Firenze.

E les hommes pour s'amouser - per divertirsi, li catturano i pensieri che volano, quelli del Cristo di turno e del Cristo stesso, quello primo, tanto che è questa stessa la gloria che lui chiede al Padre sia data anche a loro.

La gloria è la derisione di ali troppo grandi per toccare terra. E allora dove vuoi che siano essi se non dove è anche lui: sulla croce?

E' la croce - è verissimo - chiamiamola "derisione" (c'è anche quella nella storia del Gesù) il luogo di costoro, la via a due braccia - a due ali - che devono percorrere come ogni folle che gli idioti dileggiano per strada, loro sì padroni del mondo.

Padre giusto - dice Giovanni - il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato...

Sì, al punto tale che nessuno li ha più seguiti e capiti. Se ne sono andati come in uno stormo in giro per il mondo, con ali troppo grandi e con la goffaggine di un uccello che non sta per terra.

Dovevi proprio pregare per noi, per quelli che avrebbero creduto in Lui, il Padre, mediante la Sua parola: perché tutti fossero una sola cosa. Un solo stormo infatti, un solo volo su cui da terra avrebbero scaricato una gragnuola di colpi e di proiettili.

La verità - come dice Baudelaire - è che quelli che viaggiano per questi mari si annoiano e non trovano nulla che li rapisca: solo il volo imperioso di quelli e il loro camminare.

Il resto della storia non mi è noto e forse non vale la pena raccontarlo: non che si tratti propriamente di una storia di persecuzione, non che si tratti proprio di una fine: ma di certo di qualcosa che a tratti gli assomiglia. "Coraggio - disse il Signore quella notte a Paolo - Come hai testimoniato a Gerusalemme le cose che mi riguardano, così è necessario che tu dia testimonianza anche a Roma" e mentre lo diceva sentì come il fruscio delle ali di un albatros probabilmente.

Il coraggio non gli è mai mancato del resto e neppure la costanza. E' che di tanto in tanto sentono grasse risate e incredulità di fronte al loro stormire e volare.

Come quelli che t'insegnano che lavorare stanca e sudare e darsi da fare con le braccia è lavorare, e tutto il resto non è fatica: non lo scrivere, non il poetare, non il recitare e né il pregare. Quelli che son certi che fare sia una maledizione e che la concretezza sia proprio della salvezza e della santità e la bellezza non è concreta mentre è l'unica via, la prima che ci salva; quelli che tiranneggiano dicendo che questo e quello e quindi distribuire atti sia il mezzo e il fine e il senso e mettono il resto tra le carte ultime sullo scrittoio; che fanno degli uomini degli idolatri e non dei liberi figli di Dio; quelli che infine dicono che sei troppo vecchio per imparare a volare, loro che parlano stando fermi a terra, quasi da una vita.

Non credergli: "perché l'amore col quale Tu mi hai amato (e mi hai messo su questa croce) sia in essi ed io in loro". Ah, quei bracci della croce su cui partire per un emisfero sempiterno e boreale di bellezza, laddove i naufraghi t'invocano a braccia tese, salutandoti come da una terra promessa.

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