Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

simeone.overblog.com

simeone.overblog.com


Amici a telefono staccato

Pubblicato da enzo cilento su 13 Marzo 2013, 05:38am

Mi ricordo quando a casa, diciamo vent'anni fa circa, avevo una bianca segreteria telefonica (ero appena arrivato a Roma) e su di essa faceva bella mostra di sé una spia rossa che, nel caso fosse lampeggiante, dimostrava che vi erano dei messaggi da ascoltare; in caso emanasse una luce fissa, indicava che il mondo non mi aveva cercato.

Ad un tratto, mi resi conto di dipendere da quell'ordigno (persino il mio umore), al punto che, se ritornando non ci fossero stai messaggi, di colpo mi sarei sentito depresso. Per gli altri non esistevo più.

Qualcosa del genere accade ora con la mail: se al mattino non vedo messaggi, un po' di delusione mi prende. Una vera dipendenza! Per carità: poi è chiaro che qualche messaggio arriva sempre. Magari non proprio quello che attendi e non proprio con le notizie che ti saresti augurate. E' forse questo il segnale di un rapporto difficile con il proprio presente e la propria realtà esistenziale?

Hai voglia a dire che è normale che si dipenda da una socialità e da una relazionalità: la verità è che dentro questo umanissimo bisogno c'è - credo - la necessità di risposte risolutive per la propria vita. Talora la stessa ansia di risposte del resto la trasferiamo anche nei colloqui con gli altri, nelle amicizie, quelle reali non virtuali, nell'ascolto della Scrittura, sempre con le antenne dritte perché ci venga data la soluzione alle nostre irresolutezze. E se queste non vengono (chi mai si può sostituire alle tue indecisioni?) eccoci presi dalla delusione e dalla depressione "perché nessuno ci capisce"...

Ci sono vite che restano in questa sospensione per sempre, sempre ai limiti della decisione da prendere e sempre incapaci di spiccare il volo, dipendenti in modo patologico da altri. Non è questo il modo. Neanche nella vita di fede.

Per tradizione e per discernimento, i cristiani si affidano in genere ad un padre spirituale così come tante persone ad uno psicologo se ci sono delle situazioni che lo bloccano (sono casi molto diversi ma con qualche affinità relazionale); in ogni caso, un buon padre spirituale ed un buon psicoterapeuta non tendono a protrarre un rapporto di dipendenza ma a crearne uno di crescita, liberante. Mi sovviene questa strana riflessione stamane dopo aver letto il Vangelo di Giovanni della odierna liturgia della parola: il rapporto tra Padre e Figlio è strettissimo, al punto che il Figlio prosegue liberamente l'opera del padre, più che le braccia di uno stesso corpo e di uno stesso sistema nervoso centrale; si tratta di una consonanza, di un'affinità, di una concordanza ideale, di intenzioni, di una eredità perfetta che passa dall'uno all'altro, ma allo stesso tempo nessuno può dire che il Figlio sia dipendente dal Padre nel senso che non sia libero di agire o meno secondo la sua volontà.

C'è sempre una scelta di libertà, come e più di un braccio cui è data la facoltà di muoversi o di non farlo, di una parola di essere pronunciata o meno pur di fronte alla volontà della mente, rispetto a quel comando o input che parte dalla corteccia cerebrale.

Questa libertà è ciò che fa di un uomo e di un cristiano non un automa ma un uomo che liberamente valuta la Volontà del Padre e può aderirvi o meno, mentre il Figlio è sempre figlio di quel padre, è da lui generato, le sue stesse decisioni sono generate da quel rapporto, e chi conosce il figlio, conosce anche il padre, la relazione e le reazioni di cui è manifestazione (accade anche tra gli uomini), tanto che chi riconosce il figlio non solo riconosce che deriva da quel padre (lui lo ha mandato) ma finisce con l'essere riconosciuto dal padre, in quanto in Lui (nel figlio) costui rivede anche il padre stesso e infine viene rispettato in quanto capace di relazionarsi con suo figlio a cui è peraltro libero di relazionarsi in una condizione di amicizia e di fiducia o invece di sospetto e di estraneità.

Per questo anche chi si relaziona al figlio è totalmente libero, anche rispetto al Padre, a differenza di quella relazione di dipendenza di cui dicevo all'inizio, quella che deriva dalle mail e dai messaggi in segreteria.

Cosicché, se noi esistiamo e abbiamo valore persino indipendentemente dall'ascolto e dalla relazione amichevole con Dio e con il Figlio, la sua Parola, tanto più dobbiamo valere a prescindere dalla relazione che si pone in essere con i messaggi esterni della mail e della segreteria e da ogni forma di dipendenza.

Voglio dire che nessuna forma di dipendenza è voluta da Dio, neppure quella rispetto a Lui (sarebbe schiavitù): vi ho chiamato figli, amici, fratelli; mentre ogni relazione sana è quella che questa dipendenza la combatte, riconoscendo invece la libertà, unica fonte di un amore che non sia patologico, che faccia soffrire.

Solo ad un padre che libera e che afferma la tua libertà puoi volere bene; solo ad uno che non ti costringe a sbirciare di continuo in segreteria e nella mail in attesa di, puoi volere bene; solo ad uno che ha il massimo rispetto della tua vita e delle tue scelte di libertà puoi dare liberamente il tuo amore.

E' da quei sepolcri che risorgono i morti del Vangelo di Giovanni, per essere giudicati. Il giudizio di condanna spetta a coloro che sono morti, dipendendo da idoli e ordigni che li tenevano apparentemente in vita; fanno del male e se stessi e quindi si sono già condannati ad un eterno sepolcro coloro che il bene lo hanno fatto agli altri e a se stessi, si sono relazionati con il figlio e con il padre se non per paura, e quindi dipendendo da costoro: perché non riconobbero l'immensa dignità che era loro data: esistevano ed erano sempre chiamati ad essere, se stessi, pur nell'apparente mancanza del tutore.

I nostri amici non sono quelli che tengono continuamente collegato con noi il loro telefono ma coloro che ci insegnano che si deve vivere sicuri della loro amicizia anche a telefono staccato.

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post

Archivi blog

Social networks

Post recenti