Laudato sii o mi Signore! - verrebbe da dire stamane. E forse lo avrei già detto ieri sera se non fossi rimasto incollato davanti alla tv con tutti i miei familiari per conoscere il nuovo Papa. Ieri era il compleanno di mia mamma, peraltro coetanea di Papa Bergoglio, e quindi si era tutti a tavola, in un clima peraltro di festa perché, appena un'ora prima della cena era stata dato l'annuncio della fumata bianca.
Non intendo discutere in alcun modo sull'elezione perché oggi i giornali sono pieni di commenti in proposito. Mi piace pensare a quel clima di festa qui a casa e a Piazza San Pietro; al fatto che in tanti ci auguravamo un Papa non europeo, magari ispanico, un uomo semplice. Senza contare la grande sorpresa del nome impostosi: Francesco.
La mia storia di conversione ha come iniziatore/mediatore Francesco ed io, di tanto in tanto, me ne scappo ad Assisi perché è lui quell'uomo meraviglioso, toccato dalla grazia, che meglio ha incarnato l'idea dell'alter Christus di cui tutti abbiamo bisogno per fondare ancora più fortemente la nostra fede. Essere poveri e sobri, lasciare ogni cosa, ogni carrierismo ed ogni ricchezza, ogni ambizione che non sia quella fondata sul dono della fede e della sequela. Ma mi ero ripromesso di non entrare nel merito...
Sono contento oltretutto che domattina, come programmato, partirò con la parrocchia dove ora sono ospite proprio alla volta di Assisi: il solito caso fortunato, verrebbe da pensare. Andrò lì, alla tomba del poverello di Assisi e cercherò di raccogliermi per dirgli grazie anche per il cammino che sto compiendo e che sta facendo compiere alla sua stessa Chiesa.
La mia vita e quella di tutti ha bisogno di questa continua conversione e di questa testimonianza che oggi anche il Vangelo di Giovanni dichiara importante perché Cristo stesso sia visibile a tutti. Un altro Battista, un altro Francesco, un altro Mosè. Ciascuno, nella sua storia personale, lo può essere: è chiamato ad esserlo. Per uscire fuori dalla propria condizione di esilio, di isolamento, per ritrovare e riaffermare quel legame strettissimo con un Padre ed un Fratello con cui è bello vivere: sempre. E per non dimenticare che non sono i nostri idoli di oro e di argento, le nostre fissazioni, a liberarci, ma quello che Dio ci offre per essere sempre più liberi e leggeri, come Francesco.