Tre soli spunti dal corpo del salmo 111.
Il primo: parlando di uomini giusti (e i giusti nella tradizione giudaica corrispondono grossomodo al nostro concetto di santità), si sottolinea come essi temano Dio, sempre nell’accezione che già altre volte abbiamo indicato; come spuntino nelle tenebre come una luce, perché sono misericordiosi pietosi e quindi equi e lucidi nelle loro azioni; infine, come siano pietosi (beato l’uomo pietoso che dà in prestito) laddove amministrano i beni con giustizia, sanno condonare il debito, non lasciano nessuno privo del necessario (del mantello) per proteggersi la notte e per non morire di inedia. Chi dà in prestito senza usura, senza approfittare del bisogno altrui, senza ricattare e schiavizzare è un uomo buono, un giusto.
Costui dona largamente ai poveri (secondo punto), la sua giustizia è memorabile, al punto che la sua fronte si corona di gloria meritata.
I malvagi (3°) cercano di accreditarsi allo stesso modo agli occhi del mondo. Ma, non riuscendoci, digrignano i denti per la rabbia; si consumano e vanno in rovina.
Il rapporto col denaro e con la proprietà, con il bisogno altrui, resta un elemento ricorrente nella tradizione biblica. I poveri – come dice Cristo – li avrete sempre con voi. E non vi mancherà mai di fare il bene. Si tratti di qualsiasi povertà e di qualsiasi bisogno, non mancherà mai chi necessiti di solidarietà e di aiuto. Anche se i beni di questo mondo fossero equamente distribuiti (il che mai avverrà); anche se tutti avessero tutto (è il sogno ingannevole di ogni capitalismo per ingenuo, protervo o consumistico che sia), il bisogno attraversa altre sfere della nostra umanità.
Chi ha cuore, lo scova dappertutto. Quelli che si vogliono servire strumentalmente di quel bene fatto, si consumano di rabbia nel non vedersi immediatamente ripagati dello sforzo inautentico a cui si sono sottoposti.
E’ proprio vero: “il cuore è un mistero ed è un abisso” come indica anche il testo biblico, un coacervo di contraddizioni e di pulsioni. Incatenarlo e tenerlo a freno, nasconderlo, serve a poco. Se brucia di rancore, inaridisce tutto quanto gli sta attorno. Se il contrario, si chiama giustizia, si chiama amore e solidarietà. In qualche caso si dice santità.
Beato chi dà in prestito, senza aspettarsi che nulla venga restituito.
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