Quello che accade e che si vede in Curia fa malissimo, signori! Ai principi della chiesa e a chi per loro dovremmo ricordare, come a noi stessi del resto, che per essere i primi bisogna essere disposti a vivere da ultimi, senza mentire. E che come è stato osservato, chi vive da nababbo non ha argomenti credibili con nessuno. Non vedete lo scetticismo della gente e di chi ha il cuore giovane e puro?
Io voglio una chiesa povera, come la vuole Bergoglio – mi pare; come l’han voluta tutti i santi riformatori. Va bene una tavola sobria e una casa scrostata sui muri, un letto e un pagliericcio se altro non si può.
Non vanno bene le fuoriserie, gli appartamentoni e gli attici, vista sul Pincio; non i palazzi signorili e neppure il tablet e il clergymen firmato; non va bene e non fa bene, vedervi così.
Io amo il Cristo dei poveri e di chi sia accontenta del poco. Quanti la pensano come noi! Quanti se ne allontanano delusi, addolorati.
E i due padroni non si possono servire in alcun modo, assieme: o ci si lega all’uno o ci si affeziona all’altro. Il bene è la libertà dalla dipendenza dalle cose e dai beni “insostituibili”. Se dimentichiamo questo, dimentichiamo il Vangelo e dell’uomo non facciamo che una scimmia ed uno schiavo.
Mi guardo spesso e mi analizzo. So che anche per me ci sono beni di cui non so fare a meno: piccole cose senza cui non riesco neppure a stare tranquillo e non posso fare a meno di dirmi allora: quanta strada hai ancora da fare! Senza accomodarci, tutto qui, senza dare nulla per scontato.
