E’ sempre e ancora l’essenziale l’obiettivo a cui l’uomo libero davvero deve puntare – a mio avviso; proprio perché tutto il resto invero non fa che generare ansia, dipendenza e schiavitù.
Sovraccaricarsi di troppo, di troppi impegni, in ogni campo, è il rischio che corriamo di continuo, rischiando di perdere di vista quel che conta davvero, l’essenziale appunto; dimenticando ciò per cui abbiamo scelto di vivere, ciò per cui siamo scelti.
Mi affascina non poco per questo, quella sorta di preghiera che Francesco (il papa attuale) rivolge perché i nodi nostri siano sciolti.
E i nodi sono sempre intrichi, legacci insomma e cose inutili nelle quali restiamo invischiati.
Quando mi sento l’ansia di dover fare questo e quello, mi cerco delle priorità e mi concedo un respiro.
Per cosa sto vivendo? – mi chiedo – Perché son qua?
E in genere riesco a rispondermi. A dare un senso a quel faccio. Me ne ricordo la ragione. Per avere di quel pane quotidiano – non solo quello materiale, beninteso – che mi serve per campare.
Che è fatto anche di condivisione e compassione, certo. E che non è solo “basta che ci sta la salute …”. E’ un po’ di più.
Credo che il nostro pane quotidiano sia quello che serve a noi – proprio a noi – quello per cui siamo fatti (cantare o recitare, vangare e coltivare, scrivere e insegnare) e per cui possiamo dare il nostro sano e santo contributo. Io sono qui ad esempio per un’idea chiara e un’intuizione: guai se lo scordassi!
E’ quanto non devo mai perdere di vista per non sentirmi affamato, abbandonato traditore ed affannato mai.
Guai a quelli che vorrebbero farcelo dimenticare. Solo così il nodo è sciolto. Come in ogni nodo da slacciare è solo la pazienza, la chiarezza ed il giudizio insomma a rimettere a posto ogni cosa.
