Un uomo così attaccato al denaro da non essersi fatto problema a truffare le persone e lo Stato; processi pendenti per peculato frode e malaffare. Difesa d’ufficio – credo – e nessuna ammissione.
Mi chiedo se sia opportuno farlo salire sull’ambone a leggere la Parola del Signore. O se invece mi sto scandalizzando come un fariseo qualsiasi per questa questione; come se io fossi il perfetto e lui il demonio.
Poi, certo: in quanti casi e per quante volte non ci si è serviti di una chiesa per esser sdoganati e rispettabili; per legittimare la propria condizione e la propria posizione di potere.
Eppure ho come la sensazione di sentirmi in colpa per il giudizio che tendo a dare; per una messa vissuta male di fronte a questa “tentazione”. Non dovrei giudicare; dovrei pensare che tutto può concorrere al bene di un uomo, persino un’intenzione che mi par dubbia, una voglia di esporsi che può sembrarmi fuori luogo e non in tono. Insomma, anche se poi toccherà pur dire che quel che disonesto è male …
Tengo ogni cosa per me e per questo angolo silenzioso. Ad ogni modo, vado via così: una domenica a chiedermi cosa debba pensare; come non perdere la serenità che si conquista pure così a fatica. Chiedo un’illuminazione.