Ti benedica il Signore
E ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
E ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
E ti conceda pace.
Numeri (6, 24-26)
Riecheggiando salmi e passi dell’Esodo paralleli, scelgo la benedizione tratta dal libro dei Numeri, per indicare una preghiera da scolpirsi in fondo al cuore.
Sarebbe bello ripeterla a quelli che partono, allontanandosi da noi; a quelli che devono affrontare una difficoltà, un ostacolo che sembra insormontabile; ricordandoli alla sera, o forse benedicendo la tavola prima di mangiare. Cosa c’è di così ingenuo, in questo?
Solo quel volto rassicurante che risplende sulla nostra faccia e che la distende in un atto di estrema fiducia, è in grado di darci la pace, quella che cerchiamo. Signore, dacci la pace, quella del cuore! Ho fatto quello che mi ha indicato il tuo sorriso.
Conosciamo la rilettura della stessa preghiera, compiuta da Francesco d’Assisi. E chi più di lui, uomo di pace?
Come nel Vangelo di stamattina e come sui tetti di fronte a me “Guardate gli uccelli del cielo, non seminano e non si affannano …”
Io lo so dov’è il loro tesoro!
