"Io vi avevo avvertito che vi avrebbero scacciato dalle sinagoghe".
Occorreva che accadesse e non bisogna scandalizzarsene. Lo ricorda l'evangelista Giovanni.
Ma il punto non è esattamente questo. Mi sta a cuore chiedere a quelli che cercano o che hanno cercato (e nessuno cerca, se non è stato cercato dal Padre, spiegano gli stessi testi) da quante sinagoghe li abbiano scacciati, i dottori e i pastori.
Da quante li abbiano allontanati.
E' che vorrei dire una parola di conforto a tutti e a ciascuno: che sovente questo è il segno della predilezione spirituale, anche se fa male, genera tanto dolore.
Guardate e ricordate invece il sorriso e lo stupore con cui vi siete risvegliati alla vita, ad un tratto. Fate memoria di come in sinagoga siete capitati per una urgenza vera e che gridava Abbà, Padre; come è Abbè Padre ogni domanda che sta in fondo al nostro cuore.
Scacciati perchè le domande non erano addomesticate o perchè non vi si sapeva rispondere.
Non la rabbia, non il rancore, ma la voglia di rinnovare e di essere lieviti che fermenta. Ed è proprio questo che spaventa.
Non prevalga la tristezza insomma: vinca ancora la novità della vostra bellezza.