Tre volte a chiedere a Simone “mi ami tu?”; così come sono tante, molte le volte, molto più di tre, che ci vien chiesta la nostra disponibilità ad amare: sei disposto ad amarmi, sei certo di volerlo fare?
Amare non è mai facile, è sempre un impegno insomma.
Tante volte e non solo tre, in fin dei conti, che simboleggiano e riassumono in sé tutte le volte – infinite - in cui si può tradire anche solo per un attimo o per più, questo amore; quando si può sbagliare; con tutte le volte che si può tornare indietro infatti e poi rendersi conto che …; tutte le volte che possiamo ricominciare daccapo: si può.
Ci dice che la porta all’intimità e alla collaborazione, all’amore totale, insomma non è mai chiusa. Nella mia vita credo che sia accaduto così. E così nella vita di tanti.
Molte volte ci è sembrato pertanto che ci sia stata offerta un’altra opportunità per dimostrare quel che amiamo e se davvero ci sta a cuore chi diciamo di amare per tutta la vita, con tutto noi stessi.
E’ questo che mi sembra di poter imparare da questo passo di Giovanni.
E se Simone quasi si sente offeso da questo sentire messo in dubbio più volte il suo affetto; ciò nondimeno la gioia di sentirselo chiedere - come se del nostro affetto ci fosse bisogno (e non è proprio così, credo) - è superiore al dubbio che sta dentro ogni domanda (“mi ami tu?”).
Io non mi sento ferito da questo: non più; sono felice anzi che tu stia ancora qui a confidare, ad accertarti e a chiedere che io mi accerti di questo; ad elemosinare quel poco che so dare della mia vita.
“Quando sarai vecchio – conclude il passo – altri ti vestiranno e sarai condotto dove tu non vorrai”. Si parla di come morirà, Simone – chiarisce il testo.
Ma, meglio ancora si dice di come condurrà la sua vita fino alla morte, del tratto che contraddistinguerà l’ultimo miglio della sua vita.
E sarà un tratto segnato dal fare ciò che questo amore gli chiederà. Si spenderà per esso; andrà a vivere e ad abitare situazioni e luoghi che non avrebbe scelto mai; perché non sarà più il suo passo a decidere, ma il dettato di questo amore che spinge e conduce, lontano, sempre più lontano, apparentemente, da noi stessi; ed invece sempre più dentro di noi, alla verità di noi stessi.