Questa gente che non si ferma davanti a nulla e che è più forte di tutto; persino delle minacce del potere, “siete dei fuorilegge”.
“Ma noi sappiam bene che dobbiamo obbedire a Dio prima di tutto; a ciò che il cuore ci suggerisce nel profondo, piuttosto che agli uomini”; questa voce che è “interior intimo meo”, più vera di me stesso, nella mia pelle, come disse Agostino.
Ora, è di fronte al cuore che parla, allo “spirito”, se vogliamo, che si esprime con voce irripetibile e incontenibile, e che riemerge pur di fronte alla persecuzione ed alla repressione, non si può fare molto; se non ucciderlo quell’uomo; tagliargli la lingua perché non parli; le mani perché non scriva; le gambe perché non cammini per andare incontro alle cose che desidera fare; cavargli gli occhi, perché anche quelli sanno parlare e dire quello che dentro lo muove.
Accadde così allora a Gerusalemme – come narrano gli Atti degli Apostoli – mentre questi venivano anche flagellati e puniti perché stessero al proprio posto, ma senza risultati di rilievo. Al cuor non si comanda, né a chi parla al nostro cuore, lui che ne conosce il nome.
E’ allora che sale in cattedra la saggezza del rabbino Gamaliele che entra nel Sinedrio con tutto il suo carisma per dire: “Se questa è opera degli uomini, passerà, come altri uomini sono passati senza lasciare il segno; ma se questa è opera di Dio, non potremo fare nulla, perché questa non vada in porto”.
Ce lo diciamo noi stessi – come Geremia che pure non può fare a meno di parlare e di manifestare ciò che lo innamora – “quello che viviamo, se è opera di Dio, non potrà che andare avanti, quasi nostro malgrado, anche dentro di noi; Amore che vince la nostra forza, la nostra resistenza, il Dio che ci avvince e ci convince”.
Penso sempre a Gamaliele quando osservo gli ultimi atti della mia vita; a come tutto quello che mi è accaduto negli ultimi cinque anni sembra non scalfire e contraddire in alcun modo quanto sentivo allora, nei primi giorni di questa avventura.
E’ che, se non sono un folle ed un testardo; se non sono un visionario incorreggibile, mi sento confortato da questa forza nella quale confluisco e alla quale devo arrendermi ormai: come all’amore che è più forte di tutto: il suo e il mio io, ormai, certo…