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Chi sono io per giudicare?

Pubblicato da Enzo Cilento su 27 Aprile 2015, 09:05am

Tags: #mater et magistra

A CHI CI TIENE COMPAGNIA

Chi sono io per giudicare la creatività dello spirito?

Mentre festeggio qualche nuovo interlocutore sul mio blog (scrivete, scrivete! Come una volta a Canzonissima “Votate! Votate! Votate”: ci facciamo compagnia!); e questa new entry mi fa piacere perché vorrei tanto sapere che quel che scrivo magari qualche volta è d’aiuto (o di supporto e appunto di compagnia);

oggi mi voglio vantare della bellezza delle coincidenze e dei piccoli doni da raccogliere lungo la via.

Scrivevo ieri (e mi cito) “Chi sono io per giudicare la creatività dello spirito?”

Ed oggi (è solo un caso!) eccolo in liturgia il passo degli Atti degli Apostoli che riporta di Pietro il quale, ai suoi amici pagani di Cesarea sulla cui “ispirazione” qualcuno avrebbe avuto da ridire (“i soliti puristi ad excludendum”) ripete “chi sono io per giudicare, per porre limiti allo Spirito?”.

No, non siamo davvero nessuno per poter giudicare; e ogni strada che conduce alla ricerca onesta di Dio e di un assoluto è degna di una salvezza (mi rileggevo in questi giorni le pagine belle del Credo del Popolo di Dio di Paolo VI: che uomo grande di rottura!).

Ritorno al blog, dunque.

Sono lieto di sapermi magari ad uno in più di aiuto, di sostegno, di stimolo e pungolo; o solo di compagnia. Già! La compagnia.

Non posseggo la televisione per mia scelta (lo dico anche a quelli della Rai che continuano ad inviarmi bollettini. nda.) e ho sempre guardato a questa come all’ordigno che manda all’ammasso i nostri pensieri e i cervelli delle persone (è anche questo, certo, dopotutto!).

Poi però mi sono detto, ora: “fare compagnia…”.

Dovremmo pensare a tutti coloro i quali essa non fa sentir del tutto soli, pur essendo ben triste che non siano sempre persone in carne ed ossa – io stesso ad esempio, con i miei - a pensarci.

E però riflettete a quanto può esser meritoria quest’arte – persino suo malgrado - di chi fa loro compagnia durante il giorno e talora persino durante la notte che non passa mai.

Con una grande responsabilità, da non dimenticare però: di non terrorizzarli, di non angosciarli questi nostri anziani, questi nostri bambini, questa gente cui si fa sentire una voce con cui interloquire a volte; senza terrorismi sul tempo che sarà domani, le perturbazioni e le invasioni; sulle violenze dietro la porta e tutte le brutture dell’universo mondo. Non basta l’ingiuria del tempo e della solitudine per questo?

Non avevo (quasi) mai pensato al bene che si può fare, facendo sorridere e pensare, ma con un po’ di leggerezza.

Grazie a tutti quegli artisti; a quelli che strappano un sorriso; a chi canta una vecchia (o una nuova) canzone; a tutti i nostri vituperati “nazionalpopolari”; ai volti noti che spesso si sostituiscono a noi, pur lautamente pagati certo; e pur ciascuno con le proprie contraddizioni.

Gli fanno compagnia: a tanti. E magari senza condannare: “Già! Chi sono io per giudicare?”.

Sabato sera, 25 aprile aprile risentivo alla radio la voce del mago della Corrida e di Canzonissima con la Carrà in nudo ombelico, Corrado Mantoni, il quale alla radio, il 25 aprile di 70 anni fa annunciava “Ripetiamo, la guerra è finita”.

Vedi? Quanto bene si può fare dunque anche davanti ad un microfono, dentro un tubo catodico, per dire…

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B
Certo che sí, dipende dalle intenzioni: se non dichiari per ingannare, certo che fa la differenza<br /> Non era mia intenzione...
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B
Ho messo il titolo, infondo il nome non ha grande importanza
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E
Non sono d'accordo. E' sempre bello (e segno di franchezza) sapere con chi si parla. Io la penso così. Tu no?
E
Io lascio il mio nome sui miei interventi: i libri parlanti no. Chissà perchè...
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I
Comunque tornando all’argomento TV, voglio appunto spezzare una lancia a favore di alcune ore dedicate al teleschermo che, se preso dal lato giusto, serve per annunciarci la Liberazione o eventi di pari importanza (come leggo nel blog a proposito del famoso annuncio fatto dal Corrado nazionale), per la cronaca dei fatti quotidiani - che sta a noi poi valutare con la nostra testa, depurarla da quello che vorrebbero farci credere o non credere –, per un po’ di arte (in tutte le sue espressioni) : frammenti di tempo per entrare un pó di piú nelle persone, nei luoghi , negli argomenti.<br /> Solo un po’ di compagnia “piatta” effettivanente, con la consapevolezza che non potrá certo sostituire l'ineguagliabile presenza di una persona cara, un bel viaggio, un bel concerto, una coinvolgente rappresentazione teatrale, il gusto di un bel libro che scatena la nostra fantasia.<br /> Non c'é scambio diretto ed immediato, ma é come ascoltare con attenzione ed in silenzio qualcuno che confida nel nostro coinvolgimento....non mancherá occasione per dimostrare che ció che abbiamo udito non é andato perso.<br /> E allora come giá detto e letto inutile giudicare..... l'importante é partecipare...come dicono in Tv !!!!
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I
E’ un po’ come avere “amici” a portata di clic che ci parlano di ciò che amiamo di più; senza rinunciare per questo alla bellezza degli spettacoli “dal vivo” che ovviamente non hanno prezzo, ma che necessitano di prenotazione e biglietto d’ingresso, sempre che si trovi posto. Non che questo sia impossibile, anzi per tale piacere ci adoperiamo attivamente pur di partecipare “live”, come si dice spesso, agli eventi che ci interessano garantendoci un biglietto in prima fila accanto a chi condivide la nostra stessa passione.<br /> Trovo che sia anche l’idea per un bel regalo, un bel dono da fare : ho regalato biglietti per mostre o spettacoli, anche per manifestazioni sportive sostenendo che ciò che si vive rimane per sempre e non si puó in alcun modo perdere.
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